Lun. Mag 11th, 2026

Come tutti i nostri lettori sanno, L’Intelligente è un giornale culturale di approfondimento con particolare attenzione al sociale. Il fine del nostro Quindicinale è quello di favorire la circolazione delle idee soprattutto quando queste, per motivi politici o di ordine del discorso, vengono represse, sminuite o sottovalutate. 

Per questo l’idea del Professor Michele Lagano di avviare un laboratorio cittadino di scrittura civile, aperto a chi abbia voglia di riflettere nella città di Reggio Emilia, ci piace moltissimo. E sempre per la stessa ragione, almeno per un po’, utilizeremo una rubrica del nostro quindicinale proprio per condividere la sua iniziativa e favorire il confronto tra i cittadini. 

Il Professor Lagano, in questo primo articolo, oltre a proporre la sua bellissima iniziativa, fa anche riferimento al vasto incendio di INALCA avvuto nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2025. La combustione non solo ha devastato l’intero stabilimento, ma i fumi da essa sprigionati, hanno spalmato fumi nocivi alla salute e sparso pezzi di materiale tossico e cancerogeno (tra cui eternit ) in una vasta area circostante. Il Professor Lagano ha sritto un libro sul tema dal titolo “La neve del mago di Oz: Inalca cronaca di una catastrofe ambientale e politica annunnciata”  Pag. 81. Edito da Amazon- 

Antimo Pappadia Direttore responsabile  

Ecco l’iniziativa del Professor Lagano

Nelle ultime settimane sulla mia pagina Facebook ho raccontato il caso INALCA attraverso alcune tappe ispirate alla Fenomenologia dello spirito di Hegel. Non è stato un esercizio accademico.
È stato piuttosto un tentativo di osservare una vicenda locale come un processo di conoscenza collettiva: il modo in cui una comunità, lentamente, cerca di capire cosa è accaduto, cosa si sapeva e cosa invece è emerso solo dopo.
Nella Fenomenologia Hegel descrive il cammino della coscienza verso la comprensione della realtà. Un percorso fatto di passaggi, contraddizioni, revisioni e scoperte inattese.
La verità – scrive Hegel – non è qualcosa che appare tutta insieme. È piuttosto il risultato di un movimento.
«Il vero è l’intero.»
Anche nelle vicende pubbliche accade qualcosa di simile. All’inizio ci sono solo fatti isolati: un incendio, dichiarazioni ufficiali, rassicurazioni, ipotesi.
Poi emergono documenti, testimonianze, domande che restano aperte. E lentamente una comunità prova a ricostruire l’insieme.
Per questo, nelle prossime settimane, proveremo a proseguire questo racconto seguendo idealmente alcune figure della Fenomenologia.
Non più soltanto come riflessione filosofica, ma come fenomenologia della cittadinanza: il modo in cui cittadini, istituzioni e informazione si confrontano con una vicenda che riguarda ambiente, salute pubblica e memoria collettiva. 
Questo percorso si lega anche a un progetto più ampio che vorrei provare a costruire nei prossimi mesi a Reggio Emilia.
L’idea è semplice: avviare un laboratorio cittadino di scrittura civile, aperto a chi abbia voglia di riflettere insieme sulla qualità della democrazia nella nostra città. 
Un luogo informale in cui:– leggere e discutere documenti e vicende pubbliche– scrivere e confrontarsi sui temi dell’ambiente, della salute e dell’informazione– provare a costruire uno sguardo civico più consapevole sui fatti che riguardano la comunità.  
Non un movimento, non un comitato, ma uno spazio di confronto e di scrittura.Un laboratorio in cui cittadini diversi possano contribuire a raccontare la vita pubblica con attenzione ai fatti, ai documenti e alle domande che restano aperte.
Chi fosse interessato a partecipare, a proporre idee o semplicemente a seguire il progetto può scrivermi in privato: michele.lagano@gmail.com. Vi aspetto numerosi. 
PS Il nome del progetto, Reggio Emilia città aperta, richiama volutamente un’espressione della storia europea: quella di città aperta. Nel diritto internazionale una città aperta è una città che rinuncia alla difesa militare e si affida alla responsabilità degli attori in campo perché venga rispettata e non distrutta.
L’espressione è entrata anche nell’immaginario culturale europeo grazie al film Roma città aperta, considerato uno dei capolavori del neorealismo italiano. Il film racconta una città ferita dalla guerra ma ancora viva, attraversata dal coraggio e dalla dignità dei suoi cittadini.
Nel nostro caso il significato è diverso ma simbolicamente affine:una città aperta è una città che non si difende dal controllo dei cittadini, ma si apre alla trasparenza, alla partecipazione e alla verifica pubblica delle decisioni.

Michele Lagano

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