Come diceva il buon Lubrano : La domanda nasce spontanea: Come avranno fatto? Mentre guardiamo film in cui l’apocalisse distrugge intere città, auto che si rincorrono pericolosamente su strade intasate dal traffico, e poi, ponti che cadono, treni che deragliano, incendi devastanti, bombe che esplodono, tsunami , il Titanic che affonda, e tanto tanto altro… Come avranno fatto a girare scene così incredibili?
Ma oggi, ho la risposta: L’ho trovata sui Reel: video che invadono i motori di ricerca, video che raccontano “il come hanno fatto”: Il dietro le quinte, il backstage… si inseriscono prepotentemente e anche prepotentemente sono interrotti da spot pubblicitari. Mostrano stratosferiche città in miniatura, create da equipe di modellisti, ingegneri, architetti. Poggiano su immensi tavoli e sono circondate da telecamere e tecnici che filmano città travolte da uragani, crollo di dighe, invasioni aliene, e poi ancora, terremoti, alluvioni… Scene che sono realizzate in due modi: Dagli uomini o /e , dall’intelligenza artificiale.
Adesso però, ho un’altra domanda: A che pro, la diffusione di immagini del dietro le quinte? Serve certo ad una maggiore conoscenza delle cose, o è invece un invito a porre maggiore attenzione a ciò che ci viene propinato dai social, dai media? Perché una cosa è certa la confusione regna sovrana, non si si riesce facilmente a comprendere la differenza tra immagini reali e create invece in laboratorio.
Tutto è così vero, da incollare lo spettatore alle immagini trasmesse via Tv o proiettate al cinema, da far sospendere il respiro. La ricerca di emozioni forti sembra prevalere su ogni soggetto, su ogni storia. I filmati realizzati dall’uomo mostrano la devastazione di ciò che i modellisti, professionisti della miniaturizzazione hanno realizzato con stupefacente e minuziosa cura del particolare. Mi provoca dispiacere e pena, come sempre accade quando vedo la distruzione di qualcosa, ma rimangono comunque cose. Da quando esiste il cinema, i trucchi sono sempre esistiti, so che sono escamotage necessari, ma li conoscevano solo gli addetti ai lavori. Al pubblico era riservato il film, con la sua storia, con la magia di effetti sconosciuti, quella magia di quando vedi una luce ma non ne conosci la provenienza. Il vedere invece la fonte di quella luce la cancella, ma poco male, si sa, un film è finzione …
Quando invece, sono prodotti dalla intelligenza artificiale, mi sorge il timore, anzi la paura, che possano essere usati per creare ciò che è inesistente nella realtà. Potrebbero travolgere con un filmato realizzato ad hoc un intero paese, potrebbero essere causa di tensioni tra le diverse nazioni. Temo purtroppo che ciò stia già accadendo, per questo motivo proprio gli scienziati che hanno prodotto l’AI, stanno ponendo un freno al suo uso affinché non diventi un abuso.
Infine ho un’ultima domanda: Ci riusciranno? Come diceva il Manzoni: Ai posteri l’ardua sentenza.
Realtà e verità diventano quindi con l’AI parole astratte, e mi tornano alla mente non so perché, i versi scritti da Gianni Rodari : Dalla poesia “Il paese dei bugiardi”
Nel paese della bugia la verità è una malattia.
Nadia Farina