“Volere è potere” Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa massima… Ma è proprio così? Sicuramente la buona volontà, il sacrificio, la costanza e la tenacia sono caratteristiche che ci possono migliorare la qualità della vita, ma non come pensiamo e, forse, nemmeno come vogliono farci credere… Potrei fare tanti esempi in diversi campi, ma oggi parliamo di condizioni economiche e status sociale. Per arrivare subito al nocciolo della questione formulo immediatamente la domanda da un milione di Euro: ma è proprio vero che, se lavorativamente ci impegniamo, fatichiamo come muli ed economizziamo su tutti i fronti come fece Mazzarò il protagonista della novella del Verga, riusciamo a stravolgere le nostre condizioni economiche? Può essere, ma è statisticamente improbabile.
Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, sono due economisti che hanno lavorato per la Banca d’Italia e nel 2016 hanno pubblicato una ricerca diventata famosissima a livello planetario che è sicuramente uno spunto di riflessione utile ad argomentare questo tema. I due studiosi hanno preso come punto di partenza i dati del catasto fiorentino del 1427 (digitalizzato e reso pubblico) e li hanno incrociati, tramite i cognomi, con le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti di Firenze del 2011. L’anno del catasto storico (1427) e quello del 2011 nella sostanza sono rimasti invariati. Dallo studio emerge un’immobilità sociale incredibile. All’apice della piramide socio-economica di seicento anni fa si trovano, ancora oggi, le stesse famiglie di allora, e, come allora, possiedono i redditi più alti della città, conservano i patrimoni più solidi del territorio e svolgono le professioni più prestigiose del mondo contemporaneo.
Lo studio ha dimostrato l’esistenza di una sorta di protezione invisibile che ha impedito ai discendenti delle dinastie storiche fiorentine più agiate di scivolare verso il basso nella scala sociale, resistendo nei sei secoli di storia, a guerre mondiali, assedi e crisi economiche.
I cognomi esatti dei contribuenti odierni non sono stati diffusi per ovvie ragioni di privacy, ma la sovrapposizione tra la Firenze rinascimentale e quella contemporanea ha confermato che l’ascensore sociale, in alcune realtà, è fermo da secoli.
Allora a questo punto un dubbio mi sorge spontanea: o queste famiglie hanno caratteristiche genetiche superlative, e capacità cognitive straordinarie oppure l’impegno serve a poco e la meritocrazia è un optional.
Antimo Pappadia