Mer. Ott 14th, 2026

Ascoltavo l’accorato e indignato appello di Elena Sofia Ricci: “Non è possibile,  non è giusto, che il nostro lavoro sia relegato in seconda serata, senza rispetto alcuno del pubblico e di noi artisti, maestranze, ecc… “

Ha ragione, perché in effetti quella che viene definita prima serata in tutti i racconti, difatti comincia alle ventidue, casualmente alle ventidue meno dieci, diventando seconda serata a tutti gli effetti. Ma quanti possono permettersi il lusso di rimanere alzati fino a tardi quando la sveglia suona il mattino presto per andare a lavorare? Quanti sono in grado di rimanere svegli fino alla fine?
“Si vanifica così il lavoro. La fatica di tutti noi” sostiene l’attrice.
Le trasmissioni serali cominciano alle venti con il TG, poi la pubblicità, poi il gioco o il quiz, poi ancora la pubblicità, infine, il trailer della puntata della fiction o di qualunque altro programma, solo esclusivamente ad uso pubblicitario, poi ancora la pubblicità ed infine, se tutto va bene, l’inizio delle fiction o di quant’altro possa risultare interessante per lo spettatore, rimandando l’inizio come dicevo, alle ventidue.
Viene replicato a questo appello, che la colpa ce l’ha la concorrenza… Orbene, la mia domanda è questa: Perché temere la concorrenza quando potrebbe non esistere? Il gioco contro la qualità di un programma.
Ma dubito che questi appelli siano ascoltati in un mondo che è governato dal denaro, perché la pubblicità, si sa, è il vero Fort Knox del mondo. Per chi non lo sapesse Fort Knox è il famosissimo caveau di sicurezza che custodisce gran parte delle riserve auree ufficiali degli Stati Uniti.
Dagli antichi romani ad oggi, lo testimoniano alcuni graffiti ritrovati anche a Pompei, la pubblicità è parte imprescindibile di qualunque attività, è la cosiddetta “anima del commercio” quindi è insperabile pensare di poter cambiare lo stato delle cose, e credo che l’appello di Elena Sofia Ricci, come quello di tanti altri, sarà inascoltato, ma almeno tentare di giungere ad un compromesso, almeno per quanto riguarda la Rai che dovrebbe avere più sicurezza di sé. La concorrenza trasmette i giochi, la Rai, non dimentichiamo, è (o dovrebbe essere)  servizio pubblico e pertanto trasmetta qualità, cultura, bellezza. I giochi, per chi li ama, vadano pure in seconda serata. Forse, e dico forse, il pubblico ne sarebbe più contento. Giochi contro Qualità.
 
 
 Nadia Farina

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