Nel panorama globale dei diritti umani, la scomparsa e la tratta di minori rappresentano una piaga drammatica e complessa. Definire la portata esatta del fenomeno è un’impresa complessa a causa della frammentazione dei dati tra i vari Paesi, dell’assenza di definizioni giuridiche omogenee e dell’invisibilità del sommerso. Tuttavia, i dati forniti da organizzazioni come l’UNICEF, l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) e l’ICMEC (International Centre for Missing & Exploited Children) offrono un quadro chiaro e allarmante.
Secondo le stime dall’ICMEC, si calcola che ogni anno scompaiano nel mondo oltre 1 milione di bambini. Il dato varia notevolmente a seconda della zona geografia, tuttavia e, sempre secondo i dati dell’ ICMEC, un bambino su tre di quelli non ritrovati, sarebbe vittima della tratta degli esseri umani; la maggioranza sono donne che finoscono nel giro dello sfruttamento sessuale.
Secondo il rapporto di Save the Children 2024 a livello globale circa 50 milioni di persone sarebbero intrappolate in forme moderne di schiavitù, di cui oltre 12 milioni sono minori. In Europa, tra il 2017 e il 2021, sono state registrate circa 29.000 vittime di tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo, di cui il 16% erano minorenni. L’Italia non fa eccezione a questa tendenza. Sempre nel 2024, il Numero Verde Nazionale in Aiuto alle Vittime di Tratta ha effettuato circa 2900 nuove valutazioni, di cui 130 riguardavano minorenni, prevalentemente ragazzi nella fascia di età commpresa tra i 16 e i 18 anni.
Per contrastare la tratta e la scomparsa dei minori, le istituzioni internazionali, le forze dell’ordine e le organizzazioni non governative agiscono su più livelli interconnessi: normativo, tecnologico, operativo e preventivo.
- Quadro Normativo e Cooperazione Internazionale
Aggiornamento delle normative: L’Unione Europea ha rafforzato la direttiva sulla lotta alla tratta di esseri umani (Direttiva UE 2024/1712), introducendo pene più severe, ampliando la tutela per le vittime e sanzionando chi sfrutta i servizi forniti da persone trafficate con la consapevolezza della loro condizione.
Task force di polizia: Interpol ed Europol coordinano operazioni transfrontaliere congiunte per smantellare le reti criminali internazionali e facilitare lo scambio immediato di dati di intelligence biometrici e molecolari tra Paesi.
- Sistemi Operativi e di Allerta Rapida
Infrastruttura 116 000: In Europa è attivo il numero unico d’emergenza per i minori scomparsi (gestito in Italia da SOS Il Telefono Azzurro), collegato alla rete di Missing Children Europe. Permette la gestione immediata delle segnalazioni e il coordinamento transfrontaliero.
Protocolli “Child Alert“: Sistemi di allarme rapido diffusi in vari Paesi che, in caso di rapimento di minori in grave pericolo, trasmettono avvisi immediati tramite TV, radio, autostrade e smartphone per mobilitare la popolazione nelle prime ore cruciali.
- Innovazione Tecnologica e Contrasto al Digital Grooming
Monitoraggio online e IA: Le organizzazioni di intelligence e le piattaforme tech utilizzano strumenti d’intelligenza artificiale per analizzare flussi di immagini, identificare reti di adescamento online (grooming) e tracciare le transazioni finanziarie in criptovalute legate al traffico di minori.
Database Biometrici: Interpol gestisce il database ICSE (International Child Sexual Exploitation), uno strumento centralizzato che compara immagini d’abuso per identificare e localizzare le vittime invisibili.
- Prevenzione e Protezione sul Campo
Accoglienza e Corridoi di Protezione: Progetti promossi da ONG come Save the Children mirano a mettere in sicurezza i minori stranieri non accompagnati nei punti di snodo migratorio, prevenendo che cadano nelle mani delle reti di sfruttamento.
Piani d’Azione Nazionali: Molti Stati hanno adottato piani pluriennali (come il Piano nazionale 2025-2027 in Italia) coordinati tra ministeri, magistratura e terzo settore per migliorare i meccanismi di individuazione precoce delle vittime.
Ma come è possibile che con la tecnologia e gli strumenti che abbiamo non riusciamo ad arginare questo problema? Ma la volontà di contrastare questo abberrante fenomeno c’è veramente, oppure le Istituzioni chiudono un occhio? E se lo fanno, perché? Bè se si pensa alla questione dei Epstein File la mente non può esimersi dal pensare alla famosa frase pronunciata da Giulio Andreotti: ” A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”
Antimo Pappadia