I PFAS sono composti organici di fluoruri alchilici dotati di proprietà tensioattive, in particolare idrorepellenti e oleorepellenti e sono molto pericolosi per la nostra salute.
I PFAS (acronimo Per- and polyfluoroalkyl Substances) hanno fatto la loro prima comparsa in uso militare come impermiabile inscalfibile per carrarmati e altri mezzi pesanti, poi, con l’invenzione del Teflon nel 1938, sono stati utilizzati per realizzare rivestimenti e prodotti in fluoropolimero resistenti al calore, all’olio, alle macchie, al grasso e all’acqua. L’uso più conosciuto è quello per le padelle antiaderenti. Oggi, purtroppo, sono utilizzati in diversissimi prodotti tra cui i tessuti impermeabili (nylon e il Gore-Tex) pantaloni da yoga, tappeti, shampoo, prodotti per l’igiene femminile, schermi di telefoni cellulari, vernice, mobili, adesivi, imballaggi alimentari, schiuma antincendio e isolamento di cavi elettrici. I PFAS si trovano perfino nell’industria cosmetica come rossetto, mascara, fondotinta, correttore, balsamo per labbra, fard e smalto per unghie.
I PFAS sono un grave rischio per la salute alcuni di questi componenti sono stati classificati come cancerogeni e/o interferenti endocrini. Inoltre, la loro presenza è stata collegata a tumori come quello ai reni, alla prostata e ai testicoli; tra le patologie in cui è stata evidenziata una correlazione, ricordiamo la colite ulcerosa, le malattie della tiroide, una ridotta immunità e fertilità e perfino disturbi ipertensivi in gravidanza, crescita del neonato e del feto e a problemi di sviluppo nei bambini.
La maggior parte della produzione a livello globale viene realizzata da solo 12 aziende tra cui Bayer, 3M e Merck, il margine di profitto raggiunge e, talvolta supera, il 16% .
Nel 2023 è stato stimato che il giro d’affari del settore, sia stato pari a 28 miliardi di dollari.
Una delle zone più contaminate d’Italia è il Veneto. La contaminazione da PFAS in Veneto è tra le più estese al mondo, coinvolge le acque sotterranee e potabili di oltre 350.000 persone tra le province di Vicenza, Verona e Padova. La contaminazione delle falde acquifere è stata causata principalmente dallo stabilimento Moteni di Trissino. Naturalmente gli interessi economici minimizzano l’entità del problema tuttavia le autorità hanno riconosciuto che nel bacino di Agno-Fratta Gorzone vi sono concentrazioni crescenti da nord a sud che raggiungono valori di PFOA superiori a 1000ng/l e di PFAS totale superiore a 2000ng/l.” I ricercatori hanno concluso ed evidenziando di “Un possibile rischio sanitario per le popolazioni che bevono queste acque, prelevate dalla falda” per un’area di circa 180 km2. Il vasto territorio che si estende tra le province di Vicenza, Verona e Padova, ha una popolazione stimata di circa 300 mila abitanti.
Antimo Pappadia