Dom. Dic 5th, 2021

I tratti fondamentali dei fenomeni populisti sono efficacemente sintetizzati da Antonelli, che cita e utilizza Elias.  Le caratteristiche sono tre:

 «-Una comunità-popolo omogenea, interclassista che si percepisce come detentrice assoluta della sovranità popolare. La comunità popolo esprime un atteggiamento anti-establishment.

Un leader carismatico in connessione diretta con la comunità popolo.

Uno stile discorsivo, argomentativo e comunicativo sempre manicheo dove il noi è coincidente con la comunità popolo e il loro con tutto ciò che è esterno a essa.

È dunque possibile utilizzare questo primo schema di lettura, basato su tre indicatori, e intrecciarlo con i fenomeni di lungo periodo che, nuovamente sulla scorta delle analisi di numerosi e autorevoli pensatori e analisi, sono stati individuati quali processi che favoriscono l’emergere di posizioni e di forze populiste. Se i tre elementi, individuati da Elias e citati da Antonelli, ci offrono un termometro del grado/rischio di populismo presente in una forza politica, o in un contesto Paese, si tratterà di comprendere quali processi ne favoriscano l’insorgenza.

Ad esempio Antonetti individua, nella letteratura sul tema, due gruppi differenti di posizioni che convergono, però, su due processi come chiave per spiegare l’insorgere dei populismi.

Antonetti la definisce:  «la particolare combinazione di fattori istituzionali e cause socioeconomiche che sembrerebbero spiegare la moltiplicazione dei populismi italiani e il loro successo: al di là delle differenze tutti gli studi considerati indicano a) nella crisi ormai strutturale delle forme di mediazione e rappresentanza determinatasi con il crollo del sistema partitico della Prima Repubblica, e b) negli effetti della globalizzazione, in particolare della crisi economica del 2007, i grandi meccanismi macro-politici e macro-sociali in grado di sospingere il vento del populismo.»[2]

Crisi delle forme di mediazione e rappresentanza da un lato, effetti della globalizzazione dall’altro, dunque.

Sia i tre elementi (comunità-popolo, leader, stile discorsivo) sia i processi che ne favoriscono, o al contrario ne limitano, l’insorgenza, si trovano in uno spettro di gradazione. Come è facilmente intuibile, ciò significa che è impossibile (o almeno: assai raro) che in un contesto politico nazionale il fenomeno populismo si trovi al grado zero. Al contrario il populismo si presenta come una costante minaccia, come filone sotterraneo, addirittura come consustanziale alle democrazie occidentali.

Alessandro Porcelluzzi

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