Dom. Mag 26th, 2024

In un trattato alchimistico arabo “Turba dei filosofi” sono scritte queste parole: Sappiate che la fine non è che l’inizio e che la morte è causa di vita e il principio della fine. Vedete nero, vedete bianco, vedete rosso ed è tutto: perché questa morte è vita eterna dopo la morte gloriosa e perfetta.

Le quattro operazioni della Grande Opera, erano:  Nigredo- Albedo- Citrinitas- Rubedo,  a cui talvolta si aggiungeva Viriditas,  fase in cui la materia avrebbe dovuto subire il martirio, così come Gesù, che  per redimere gli uomini, ha subito la Crocifissione. Il passaggio tra una fase e l’altra è simboleggiato dall’Arcobaleno ma anche dalla coda di Pavone, al pari della compresenza di tutti i colori, la cui comparsa, non come fase dell’Opus, ma come simbolo, indica la rinascita. Ambedue i simboli sono usati l’uno al posto dell’altra.

L’Arcobaleno, che nasce dalle tenebre senza spazio né tempo, sorge alla fine del Diluvio universale e diviene il simbolo di alleanza dell’Antico Testamento. I suoi colori entrano uno nell’altro, senza inizio né fine, mai perdendo però, la propria identità. Come nell’iride, sono compresenti nell’unità del nero (la materia nel Caos)- e nel Bianco (Il prisma che riflette la Luce). Ideale ponte tra la terra e il cielo, tra l’uomo e Dio.  E’ segno di speranza, di fine dei tormenti, di ritorno alla pace. 

Iris, messaggera degli dei, personificazione dell’Arcobaleno, è ricoperta da un abito di gocce di rugiada iridescenti, e a questo si deve il nome della membrana dell’occhio che si chiama “Iride”.

Sotto il segno di Venere, dea dell’amore, attraverso le quattro operazioni, si realizza l’Unione Alchemica, di cui, l’immagine simbolica, ricordiamolo, è il Rebis o figura Androgina.

Ferma convinzione era negli alchimisti medioevali la certezza di poter trasformare un metallo in un altro. Tutti i metalli sono considerati imperfetti, tranne l’oro che si trasforma nei millenni in modo naturale nelle viscere profonde della Terra.  I metalli posseggono in proporzioni variabili due principi fondamentali: il fisso e il variabile- Il maschile ed il femminile. Il maschile, il cui simbolo è il Sole, (Il RE)- rappresentato dall’Oro e  il femminile simboleggiato dalla Luna ( La Regina) l’Argento.

Secondo alcuni, per riuscire nella Grande Opera, bisognava partire proprio dall’oro e dall’argento, estraendone l’essenza dei due principi, lo Zolfo e il Mercurio Filosofali, unendoli poi al Sale, un principio cosmico, non certo quello di cucina, che ne avrebbe aiutato l’unione, come un conciliatore in un matrimonio.  Lo Zolfo brucia, il Mercurio è inafferrabile, sfuggente, volatile.

Grandi sono i legami nel medioevo, tra Alchimia e Astrologia, si riteneva indispensabile la conoscenza della Astrologia, per  poter fare previsioni, tanto è vero che per la Grande Opera bisognava cominciare sotto i buoni auspici dell’equinozio di Primavera e poiché la terra non è  isolata, risente dell’influenza degli astri, stelle e pianeti, le varie congiunzioni e gli infiniti disegni delle Costellazioni nel Cielo, determinano la riuscita o meno di una Operazione:

Non si poteva prescindere quindi, dalle influenze di ogni pianeta su ogni cosa che era ad esso sottoposto:

Al  pianeta Sole sono sottoposti  la Corona, lo scettro,  il trono, ogni magnificenza e ricchezza, i tesori, gli ornamenti e le superbie di questo mondo.

Sono sottoposti al pianeta luna, l’agricoltura, la navigazione, tutte le specie di viaggiatori e quel che appartiene ad essi.

Al pianeta Marte sono sottoposte tutte le specie di munizioni, le corazze, i cannoni, le lance ed ogni specie di armi e tutto ciò che appartiene alla guerra.

Al pianeta Mercurio sono sottoposti gli scienziati, gli strumenti ed arnesi e tutto ciò che vi appartiene.

Al pianeta Giove sono sottoposti i tribunali ed il diritto, tutte le specie di sacerdoti, ogni ornamento chiesastico e simili.

E’ sottoposto al pianeta Venere tutto ciò che appartiene alla musica e gli strumenti musicali, gli atti d’amore, gli amori, i bagordi, ecc.

Al pianeta Saturno sono sottoposti gli uomini che lavorano nella terra o sotto la terra, cioè i minatori, i cercatori di tesori, i becchini, gli scavatori di pozzi e tutti gli strumenti ed arnesi che appartengono  ad essi.

(Da Il tesoro dei tesori- Paracelso)

Gli alchimisti medioevali credevano fortemente anche ad una stretta correlazione tra le operazioni effettuate nel laboratorio e il ritmo annuale delle stagioni, per cui stabilivano anche una corrispondenza astrologica con i segni zodiacali:

Ariete/Calcinazione

Toro/Congelazione

Gemelli/Fissazione

Cancro/Dissoluzione

Leone/Digestione

Vergine/Distillazione

Bilancia/Sublimazione

Scorpione/Separazione

Sagittario/Incinerazione

Capricorno/Fermentazione

Acquario/Moltiplicazione

Pesci/Proiezione

E’ questa la ragione per cui si avvalgono di simboli che hanno grande valore di significazione e riconoscimento tra gli addetti ai lavori, creando invece confusione tra gli ignoranti, i mistificatori o i semplici curiosi.

La Nave e La Barca:

Navigazione ermetica è definita la Grande Opera, come similitudine del navigare a vista.

Non si può cominciare a navigare se non ci si mette sotto la Stella che porterà i Magi ad inchinarsi e onorare la nascita di Gesù.

Rappresentazione della falce di luna, la nave /barca è il simbolo del viaggio fisico e metaforico, del viaggio degli iniziati, dove non mancano bonaccia e tempesta, mare calmo e onde altissime, è anche il veicolo che trasporta i morti nell’Isola dei Beati dove le anime degli uomini che provengono dall’etere più raffinato e che sono rimaste imprigionate dalla schiavitù della carne fino alla morte, hanno modo di lavarsi dalle impurità, al pari delle scintille dell’arcobaleno che da piccole pietre, si trasformano in scintille di luce.

Il pittore fiammingo  H. Bosch, cultore dell’alchimia e grande osservatore dell’oltre della umanità, dipinse spesso nei suoi quadri le navi che viaggiano nei tre regni: Aria- Acqua- Fuoco.

Ricordiamo che secondo Paracelso, medico e alchimista del “500, tutto ciò che esiste, quindi l’edificio del Cosmo, è formato da tre sostanze: Sale – Mercurio – Zolfo, e da quattro elementi: Aria – Acqua – Terra – Fuoco.

Continua…

Nadia Farina

La foto è di un’opera di Nadia Farina “ La barca”

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