Il Paiolo
Un lungo cammino sotto alberi d’alto fusto, pini, abeti, larici, su sentieri formatisi sotto i passi ditanti camminatori. Farsi largo tra gli arbusti di mirtilli ribes more, è una scorpacciata per gli occhiancora prima che per la gola. Arrivare infine al Rifugio “La Montanara” sulle Dolomiti del Brenta-1525 metri sul livello del mare: La meta. Entrare. Non c’è un colore fuori posto, i caldi colori della montagna portati all’interno di una sala rivestita in legno di faggio. Nell’aria, profumo di salsicce arrostite, succulenti e morbide, un odoroso sugo ai funghi e sulla tavola, un cerchio di polenta. Mescolati ai turisti, montanari d’antica specie, siguardano incuriositi, ammiccano tra di loro. Cosa stanno pensando? Mi piacerebbe saperlo! Da qualche parte spunta una fisarmonica. I canti sono quelli tradizionali, Uno canta, lo segue un altro, alla fine cantano tutti. Ma nessuno si muove, eppure tutti chi più chi meno, sotto il tavolo battono il tempo con i piedi. E’allora, che mio padre prende mia madre per mano: “Milena se non andiamo noi, nessuno si muove! E cominciano a ballare. La sala si trasforma in un momento felice. In ricordo di quella giornata ho comprato un paiolo di rame e vi ho messo dentro il canto della pura gioia, tutti i colori, i sapori, i profumi e gli odori. Quando un oggetto, fatto di materia, diventa contenitore di cose immateriali, quelle che il tempo non può deteriorare, non è più soltanto un oggetto appeso al muro.
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IL Baule.
Ai piedi del mio letto un vecchissimo baule acquistato una vita fa da un rigattiere. Dipinto o ridipinto? (Non da me) In turchese scuro, con doghe in legno e borchie e chiusure di metallo. Un tempo forse, aveva anche le chiavi. Comunque a me non sono mai servite. Sollevare il suo coperchio bombato, dalla forma che ricorda i forzieri del tesoro dei pirati, così favolisticamente affascinante, è stato di volta in volta sentirmi padrona delle stagioni della vita e non solo in senso metaforico. Nel passare degli anni ha contenuto di tutto, biancheria, coperte, abiti fuori stagione e fuoritempo, costumi di carnevale, le mie innumerevoli scatole del fare, gli album delle foto, i libri più cari, i maestri di vita. Oggi è il custode delle mie cartelle, quelle in cui ho raccolto le storie delle mostre realizzate. Ogni cartella una mostra: documenti- foto- quaderno delle firme-piccolissimidoni, anche gli scontrini, per ricordarmi dove e con chi ho preso quel caffè, e poi, degli eventi a cui ho partecipato, i miei pensieri, le lettere scritte e mai spedite. Si può amare anche un baule? Si può farlo diventare protagonista, testimone, amico prezioso? Si può, se la vita è stata una buona maestra, si può se il tempo con la sua mutevolezza, non è mai riuscito a rendermi indifferente. Si può, se non passa mai il desiderio di riempirlo di cose nuove. Ciao Baule! Di là verità, non hai mai pensato di essere così importante! Ma non credere di avere finito il tuo compito. Ho nuovi progetti per te!
Nadia Farina Dal mio libro in attesa di pubblicazione- (Vita tra le cose)