Ven. Lug 17th, 2026

Scrivo: Un articolo? – Non è un articolo- Una Recensione?- Non è una recensione- Una pagina di diario? Forse… Ma ancora di più una scoperta, se si intende come tale, qualcosa che conosciamo senza saperlo. 

Fa bene ogni tanto girare per casa e guardare le cose che ci circondano come mai viste prima.
A me è accaduto! 

Apro la porta. Accendo la luce. E’ tutto in ordine. I mobili spolverati. I cuscini sul divano sprimacciati. I cristalli lucenti. Ogni cosa al suo posto ed un posto per ogni cosa. 

Che pace! 

A guardarla non proprio da vicino, la mia libreria sembra la tastiera di un grande pianoforte. 

Ogni libro una nota, ogni nota un suono. Immagino una prova d’orchestra dove ciascuno suona la sua musica. Li ho divisi per argomento, ed in alto, in quello che chiamo il Purgatorio, i libri che hanno fatto il loro tempo ed hanno esaurito interesse e fascino, quelli di un tempo che fu e che mi dispiace comunque dare via, quelli mai letti e che mai, forse, leggerò. 

Ma stamattina, ho preso la scala e sono salita fin sull’ultimo gradino. Non so cosa mi abbia condotto lassù. Quell’inconscio desiderio di trovare qualcosa di indefinito che desse una ragione al finito del presente? 

All’improvviso è apparso lui. Più grande di tutti, una copertina bianca in cui è ritagliata una figurina di giovane donna d’altri tempi piegata su un focolare: sta sventagliando sul fuoco dove bolle una teiera di rame. A sorvegliare l’operazione, un orologio a cucù. 

Lo apro. Una dedica mi commuove: Gorizia– Alla cara Nadia nel giorno del suo undicesimo compleanno. Con affetto. Zia Maria. 

Giro le pagine. Il titolo: Il Grillo Del Focolare – L’autore: Carlo Dickens- Carlo? Non c’è la data di stampa. Evidentemente faceva ancora parte di quel tempo in cui i nomi stranieri venivano italianizzati. Mah! 

Comincio a leggere seduta là in alto, sull’ultimo gradino della scala. Perché non l’ho mai letto? Non era forse, scritto come intendevo fossero scritte le favole? Non cominciava con  “C’era una volta”  e lette le prime righe non mi aveva coinvolto? E allora l’ho abbandonato. 

Cosa potevo saperne di Dickens a 11 anni? Solo adesso ho capito perché. Dovevo leggere Calvino e le sue lezioni americane per comprenderlo fino in fondo. Dovevo capire il senso di quegli oggetti che parlano tra di loro, di quell’orologio che concretizza il passare del tempo, di quel grillo che protegge il focolare con la magia. 

Il Grillo Del Focolare mi parlava del futuro del mio essere e non lo sapevo. Capita a volte, di trovare le risposte in un libro, anche quello nascosto nel Purgatorio. 

Ed io ho trovato il finito presente in quello che non è più un indefinito passato. 

P.s.  Libertà? E’ anche mantenere il proprio nome. 

 

Nadia Farina 

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