Mer. Ott 20th, 2021

Alla fine degli anni 70 Paul-Miche Foucault  è stato  il primo a capire che si stanno attivando dei processi di cambiamento sociale che tendono a spostare l’attenzione su altre questioni. Non più quelle incentrate sulle lotte classiche fordiste dell’operaio di massa, ma su quelle incentrate sulle questioni della lotta ecologista, quella femminista, quella nucleare, quella della guerra del Vietnam e movimento gay.  I nuovi paradigmi costituiscono delle vie di fuga al controllo del potere disciplinare dell’epoca, che si esercitava nel rendere docili i corpi prestati alla catena di montaggio. Adesso le questioni si spostano altrove. Gli anni di Regan e della Thatcher con l’inizio dei movimenti neoliberisti sono gli anni delle lotte per la donna dei movimenti gay, movimenti di autonomia e delle dissidenze dei paesi dell’Est. In pratica c’è il  rifiuto del dominio patriarcale sul corpo dato al lavoro per spostare l’attenzione sulle questioni politicizzate sugli aspetti dell’ambiente e della vita. È li quindi che si sposta la nuova forma del potere chiamato biopotere.

Il biopotere è la tecnica di potere che risponde alla necessità di gestire grandi masse di popolazioni occupando la vita degli individui. Quindi non bada tanto ai comportamenti, ma tutto ciò che riguarda il bios: la salute, l’igiene, la fertilità, la sessualità la mortalità. Ora il biopotere sembrerebbe apparentemente avere un essenza positiva, in realtà non è cosi. Proteggere una popolazione assicurandole la salute, compito essenziale dei biopoteri moderni, può richiedere l’eliminazione di un pericolo o una minaccia rappresentata da un’altra parte della popolazione. In questi casi il biopotere si rovescia nel suo contrario. Diventa un Thanatopotere cioè un potere che in nome della vita è costretto a dare la morte attraverso massacri e genocidi.

Alessandro Nenna

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