Lo scambismo

Più volte mi sono occupato dell’ultima frontiera del sesso: lo scambio di coppie.

Stando alle cifre divulgate dalla Feresex, la Federazione Internazionale dei Diritti e delle Libertà sessuali, a praticare tale trasgressione nel nostro Paese sarebbe addirittura una coppia su sei. Sì, avete letto bene: quasi venti coppie su cento, in Italia, aderirebbero a questa peculiare forma di erotismo. In effetti, se guardiamo i dati ISTAT e li confrontiamo con quelli della Federazione Internazionale dei Diritti e delle Libertà sessuali, possiamo facilmente osservare che il numero dei tesserati alle varie aggregazioni di scambisti in rapporto alle coppie di fatto e quelle coniugate è di circa 1 a 5/6. Quindi il dato emesso dalla Federsex può considerarsi attendibile.

Qualche considerazione aggiuntiva però, è d’obbligo.

Uno studio più approfondito porterebbe alla luce il fatto che la maggioranza dei tesserati, indipendentemente dal loro sesso di appartenenza, entrerebbe a far parte del popolo scambista non col partner fisso, bensì con un “amico/a”. Una particolarità che di certo non sfugge agli avvocati civilisti i quali, più di una volta, si sono ritrovati ad affrontare cause di divorzio perché i due coniugi si sono incontrati casualmente in uno stesso privé in compagnia del proprio amante trasgressivo.

A proposito di privé, a che genere di locale ci si riferisce con questo francesismo? Il privé è un luogo (discoteca, piano bar, centro benessere, parco termale) per adulti, dove si può entrare solo se si è soci e dove vigono regole precise. In genere vi sono presenti una zona free ed un’altra non accessibile ai single. Il biglietto d’ingresso varia in base ai giorni (feriali, prefestivi o festivi). Il prezzo oscilla per i singoli da cento a centottanta euro, per la coppia l’entrata è di circa venticinque euro a persona. In passato, ottenere la tessera di socio in un privé (e questo accade ancora per quelli riservati all’élite) non era facile. Era indispensabile essere disposti a rispondere ad un questionario di ammissione e, se si era amici di qualcuno che già frequentava il locale, era sicuramente una maggiore garanzia per tutti.

Oggi, per motivi di business, le cose sono un po’ cambiate. Una prima anomalia è data dal fatto che i responsabili di alcuni locali, per “riempire” il privé e quindi incentivare l’ingresso ai singoli, inseriscono delle coppie fittizie. Queste otterrebbero un “gettone di presenza” (che varia dai 70 ai 250 euro a sera) che viene erogato dai gestori affinché le donne possano intrattenersi eroticamente con i frequentatori maschi che non sono accompagnati da un partner. Ma non è tutto! E’ stato anche osservato che uomini di mezza età a volte si fanno accompagnare da ragazze giovani e molto carine; in alcuni casi può accadere che quelle donne siano pagate dall’uomo il quale, avvalendosi di una partner attraente, tenta l’approccio con coppie scambiste autentiche. Stando a questa dinamica, è possibile che lo scambio avvenga tra due finte coppie.

Anche se elementi come le donne pagate per “stimolare gli incontri erotici”, l’eccessivo numero di single pedanti e altri inconvenienti hanno spinto molte coppie a cercare un’alternativa diversa da quella del locale pubblico (come ad esempio le crociere, i week-end tra “amici” o la vacanza a numero chiuso), i privé restano, ancora oggi, i luoghi preferiti dal popolo scambista. Il motivo è che tali locali permettono “agli amanti della trasgressione” di vivere una vita parallela lontana da amicizie, luoghi e persone che potrebbero in qualche modo mettere a rischio la loro identità sociale e familiare.

 

Antimo Pappadia

 

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