E’ possibile immaginare la Gioconda senza collegarla a Leonardo da Vinci? E: -Amore e Psiche- ad Antonio Canova? E ancora: come ci apparirebbe il -David- di Michelangelo se fosse rimasta un’opera anonima? Immaginarlo, in effetti, è difficile, non sarebbe la stessa cosa…
La memoria non è un semplice archivio del passato: è la materia prima con cui costruiamo la nostra identità e comprendiamo il presente. Senza memoria, la conoscenza e la cultura umana si disolverebbero a ogni generazione. Un po’ quello che sta accadendo nella società contemporanea soprattutto quando i politici prestano maggiore attenzione al bacino di voti piuttosto che alla storia e alla cultura dell’area che amministrano.
Dimenticare l’autore di un’opera d’arte non è solo una svista mnemonica, ma porta con sé diverse conseguenze negative, sia per l’opera stessa sia per chi ne fruisce: come ad esempio l’erdità del contesto storico e culturale, la mancata comprensione dell’evoluzione stilistica, svalutazione del lavoro e della memoria dell’artista: L’arte richiede tempo, studio, ossessione e talvolta grandi sacrifici personali. Separare l’opera da chi l’ha creata rischia di annullare l’identità dell’autore, negandogli il riconoscimento umano e professionale per ciò che ha lasciato al mondo. Ecco… questo è ciò che ha fatto il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca il quale dopo aver completato la riqualificazione della scultura: “La Fontana del tempo” di Nadia Farina artista eclettica e insostituibile redattrice del nostro quindicinale, non solo ha cambiato il nome all’opera, ma si è anche completamente dimenticato di chi, quella scultura, l’ha prima immaginata, poi realizzata con tanta fatica e, infine, donata con tanta gioia ai cittadini salernitani.
Ecco cosa scrive di suo pugno Nadia Farina in merito alla sua Opera e a quanto accaduto a Salerno.
Antimo Pappadia Direttore responsabile de https://www.lintelligente.it/
L’arte è una madre generosa che genera molti figli, l’unica cosa che pretende, senza chiedere mai altro, è la sincerità di intenti e l’onestà intellettuale. Poco importa se chi opera in nome suo sia importante o sconosciuto, riesca ad emergere e invece, pur dotato di grande talento, sia da fortune contrarie, costretto nell’ombra. La capacità di creare non sempre purtroppo risponde ad un risultato pratico. Ma l’artista quello vero, sente già di essere un privilegiato. Ed io che sono un’artista, uno di quelli che si sveglia con un progetto creativo e si addormenta con un altro progetto creativo, credo ancora che l’uomo necessita di nutrirsi di Arte, come e più del cibo. Creo e realizzo opere per una necessità spirituale, per dare corpo al dono che ho ricevuto dal Cielo. Non amo sgomitare per apparire, ma Devo, difendere la mia dignità di artista. Nel 1997, ormai ventinove anni fa, presentai al Sindaco di Salerno, De Luca, senza raccomandazioni o “spintarelle” ( non temo smentite) il progetto di una Fontana Monumentale. In questi lunghi anni, la Fontana è stata abbandonata al degrado, oggi, con la rinnovata carica del Sindaco De Luca, la Fontana è stata ripristinata al suo “ dicono” antico splendore. Quindi, l’inaugurazione di questo restyling, avrebbe dovuto prevedere la mia presenza, il mio contributo al fine di raccontare la Fontana, prima di tutto, nel titolo “LA FONTANA DEL TEMPO” e non come erroneamente detto: La fontana delle stagioni. E poi il significato artistico e simbolico dei singoli grappoli di pietre che da sola, ho incollato sulla fontana dopo averne dipinte, circa cinquemila, una ad una, ma nulla di tutto questo è accaduto. Senza rispetto alcuno della mia persona, né dell’arte. L’arte, quella con la A maiuscola, è una cosa seria, troppo seria per finire in mano ai giocolieri della parola e del pensiero, agli imbonitori di un vacuo mercato, ai critici senza scrupoli, ai venditori di fumo. L’arte va rispettata come un bambino innocente, solo così l’uomo potrà farla tornare nella sua vita. Queste pietre invece, sono state ridotte nel racconto da parte del Sindaco, ad un fatto puramente estetico a cui è stato cancellato ogni valore artistico e poetico. Ma adesso, è necessario che vi racconti la storia della FONTANA DEL TEMPO. FILOSOFIA DI UNA FONTANA. LA FONTANA DEL TEMPO OVVERO LE PIETRE DI CHRONOSD escrizione e simbologia dell’Opera: La fontana di via Ligea di Salerno, accoglie chi arriva e saluta chi lascia la parte ovest della città; gli automobilisti obbligati dal percorso stradale, ne accompagnano la forma circolare con lo sguardo, per cui si rende necessario un rivestimento che faccia scivolare luci, forme e colori, che attraggama non distragga, che colpisca il subconscio con il colore e con il significato archetipale della simbologia, fermando così l’immagine nella memoria. Il rivestimento presenta 12 grappoli di ciottoli di argilla ceramica, levigati come pietre marine, il cui numero segna le ore di un tempo cherincorre l’uomo e dall’uomo è rincorso, nonché il trascorrere delle stagioni, simbolo dello Yin-Yang, principio e fine di ogni cosa. Il grappolo simboleggia la prosperità e l’unione di un gruppo, di una comunità. I ciottoli ceramicati in colori che vanno dal giallo all’arancio, al blu, al verde, al viola, sono l’essenza di alcune infiorescenze e infruttescenze, i cui significati simbolici parlano all’anima dell’uomo universale e del cittadino salernitano in particolare. Sarà quindi la mimosa a dire:” La grande e nobile anima che tu racchiudi si fonda su un nobile e grave orgoglio. Sarà ancora il fioredi acacia a puntualizzare: ”La durata della nostra amicizia è garantita dal tuo buon cuore”. L’uva ricorderà i beni divini portati sulla terra, mentre il convolvolo con il suo colore viola, rappresenterà la spiritualità connessa al sangue del sacrificio: I sassi alluderanno al mare la cui acqua agitata laverebbe ogni maleficio secondo alcune concezioni europee; alla pietra inoltre si attribuisce il potere di accumulare in sé l’energia della terra e di ritrasmetterla agli uomini, mentre la ceramica è insieme, lavoro della natura e dell’uomo. Infine, ad accogliere questi grappoli nuovi, sarà un antico muro, a simbolo di un popolo saggio che conserva le sue memorie guarda al futuro e non dimentica le esigenze del presente. Ha quindi ancora ancora un senso fare, parlare, vivere d’arte? Ha ancora un senso, in un mondo incui il denaro, il mero apparire sembra essere l’unico scopo della vita di un mondo di folli? L’arte,ha ancora un posto, una nicchia in cui rifugiarsi e dare rifugio alle angosce del cuore e dellamente? L’arte come una preghiera si eleva al cielo e chiede giustizia per l’uomo che crede in undiverso possibile esistere, e come una preghiera è detta anche per chi non crede.
Nadia Farina