Mer. Mag 25th, 2022

Nonostante siano trascorsi diversi anni da quando lessi questo esperimento sociale, ritengo sia utile e istruttivo riproporlo in quanto sono certo che risulterà congruo nel farci compiere riflessioni tutt’altro che anacronistiche. Negli Stati Uniti d’America un gruppo di scienziati sottopose un certo numero di bambini di età inferiore ai cinque anni al seguente studio. I bimbi furono amorevolmente accompagnati in una stanza e fu offerto loro un pezzettino di squisita cioccolata con la promessa che, se fossero riusciti a non mangiarla durante i successivi dieci minuti, avrebbero ricevuto, come ricompensa, un’intera tavoletta. Per quei bambini l’impegno risultò decisamente gravoso.  Bisogna tenere presente che a quell’età non si ha ancora la cognizione del tempo  e pertanto quei “dieci minuti” non erano quantificabili per  bambini coinvolti nell’esperimento. Come accade in qualsiasi studio effettuato su persone, la risposta non fu uguale per tutti; pertanto un certo numero di bambini mangiò il cioccolato, altri, invece, riuscirono a trattenersi, ottenendo l’intera tavoletta, proprio come promesso. Dopo oltre due decenni quei bambini furono rintracciati e si osservò che quelli che avevano resistito alla tentazione erano riusciti a conquistare  in società un livello superiore rispetto ai loro coetanei che da piccoli si erano lasciati sopraffare dal desiderio. Inoltre sembravano anche più contenti della loro vita e  soprattutto più fiduciosi verso il futuro. La capacità di procrastinare un piacere e la relativa capacità di sopportazione  alle frustrazioni, rinforza la personalità dei bambini rendendoli persone migliori e anche più felici. “Meglio l’uovo oggi che  la gallina domani è quanto meno pedagogicamente sconsigliato. Oggi in una società in cui non ci sono certezze, il futuro sembra compromesso e la precarietà esistenziale è divenuta inevitabile, prendere subito ciò che la vita ci offre è diventata quasi una necessità. La società liquida ipotizzata da  Zygmunt Bauman  sta per diventare “gassosa” facendo così  “evaporare” sogni, progetti e speranze di tutti, soprattutto quelli dei giovanissimi. Questa tendenza che probabilmente giova al cinico consumismo, alimenta l’instabilità psichica e mette a rischio l’equilibrio delle future generazioni. Rinunciare a qualcosa oggi per ottenere molto di più domani, fa parte della nostra capacità di progettare, cioè della nostra volontà intrinseca di migliorare il futuro attraverso una pianificazione razionale fondata su di un consapevole sacrificio. Un concetto che nella nostra società sta scomparendo.

Purtroppo temo che se non interverremo su questo aspetto, le future generazioni non avranno più né l’uovo oggi, né la gallina domani.

Antimo Pappadia

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