Gio. Lug 18th, 2024

Ci sono diversi modi per fare giornalismo di approfondimento! Quello più semplice è sicuramente farsi pagare per ampliare o amplificare notizie su temi imposti dal pensiero unico. In realtà questo non sarebbe vero giornalismo ma garantisce, a chi fa questo mestiere, di trasformarsi in una sorta di addetto stampa e di “portare a casa la pagnotta”  senza fare né grandi sforzi, né correre grossi rischi.

Un altro modo per fare giornalismo semplificato è quello di parlare di argomenti inutili tirati in ballo da personaggi tanto noti quanto insulsi i quali hanno tratto il loro successo proprio da reggimenti di stolti che “gli stanno dietro” solo nel tentativo  di colmare il vuoto della loro esistenza  attraverso la proiezione di  inconsistenti  fantasie e di effimere ambizioni.

Noi de www.lintelligente.it   oltre a rispettare il codice deontologico del giornalista autentico, cerchiamo anche, tra le tante notizie,  di dare luce a personaggi educativi  appositamente dimenticati da un sistema che: da una parte  poggia sulla speculazione finanziaria e  su di un mercato selvaggio, e, dall’atra , sta alla larga dall’investire su chi punta all’economia reale e dà fiducia a chi parte dal basso.

A proposito di questi temi, oggi parliamo di  Amedeo Peter Giannini.

Figlio di emigrati italiani cominciò a lavorare come facchino in un’azienda di ortaggi e, appena ne diventò  socio, (grazie alla sua straordinaria intraprendenza e al suo innato  stacanovismo),  la trasformò in poco tempo nella più grande azienda del settore di tutta San Francisco.

La sua dinamicità creativa gli fruttò diverse opportunità professionali, tra cui quella di diventare  a soli 31 anni amministratore di una banca locale.  In questo periodo ha una delle intuizioni più acute della sua vita.  Amadeo Peter Giannini ha la lungimiranza di comprendere che in quel periodo ci sono tantissimi emigrati poveri potenzialmente capaci di produrre tanta ricchezza ma per poterlo fare, c’era bisogno di qualcuno  che avesse il coraggio di dar loro fiducia.  Così si dimise dalla banca e nel 1904 e a 33 anni, con poco più di 300.000 dollari, aprì Bank of Italy. Cominciò a prestare denaro agli immigrati che avevano voglia di lavorare offrendo loro una proficua alternativa agli usurai. Li rassicurò e li incentivò facendo  prestiti con un bassissimo tasso d’interesse, come garanzia,  diceva: “mi basta vedere i calli sulle mani”. In due anni i depositi superarono il milione di dollari.

Nel 1906 un terribile terremoto distrusse San Francisco, Peter Giannini riuscì a portare in salvo la cassaforte con dentro i depositi e dopo appena una settimana aprì uno sportello sul molo prestando soldi a chi desiderava rimettersi immediatamente in careggiata. Il quartiere italiano, grazie ai prestiti della Bank of Italy, diventò la punta di diamante della ricostruzione, l’emblema della rinascita post-terremoto di San Francisco.

Pochi sanno che fu lui a prestare i soldi a Charlie Chaplin per fare “Il Monello” nessun’altra banca credeva in un comico che in futuro sarebbe diventato l’attore, regista e sceneggiatore più influente del XX secolo. Finanziò, inoltre, primi film di Walt Disney, e Frank Capra, autori con cui strinse un forte legame di amicizia.

Nel 1928 rifiutò un milione e mezzo di dollari come quota di guadagno e li mise a disposizione dell’Università della California per lo sviluppo dell’agricoltura.

Amedeo Peter Giannini non ha mai accettato un dollaro in più del suo stipendio, lui affermava che chi desidera possiede troppi soldi necessita di cure. Una volta disse pubblicamente  che:  “Un uomo che desidera possedere più di 500.000 dollari, dovrebbe correre dallo psichiatra”

Il suo successo creò molte invidie nel settore bancario, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “fruttivendolo italiano” ma lui di tutta risposta si avvicinò a Orra E. Monnette, presidente della Bank of America di Los Angeles e lo convinse a fare una fusione tra le due banche. Nacque così il primo grosso gruppo bancario della California.

Durante la grande depressione molte banche che avevano investito nella finanza, fallirono. La Bank of America, invece, continuando ad investire sull’economia reale, resistette e diventò così l’Istituto di Credito più grande del mondo. “Il fruttivendolo italiano”, in silenzio,  vide passare i suoi cadaveri nel fiume…

Morì all’età di 79 anni nel 1949. Al momento della sua morte il suo patrimonio ammontava “solo” a 489.000 dollari , soldi che diede  in donazione a un fondo filantropico che si occupava di formazione e  di ricerca medica.

Nonostante a San Francisco una piazza vicina alla Bank of America della città è intitolata a suo nome, è singolare osservare che, sul sito dell’Istituto di credito, il nome di Giannini non compare!

 In un mondo governato da un mercato e gestito dalla finanza non poteva essere diversamente…

Anche questa è Cancel Culture! Noi proviamo ad opporci!

Antimo Pappadia

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