Mar. Ott 26th, 2021

Ignaz Semmelweis è stato l’uomo che ha avuto una delle più grandi intuizioni scientifiche che la storia della medicina ricordi.

Ancor prima che si conoscesse la patogenicità  e la trasmissione dei microrganismi, comprese che il  contagio di molte malattie avveniva principalmente per contatto.

Ignaz Semmelweis nacque in Ungheria a Buda l’1 luglio del 1818 e si laureò in medicina nel 1844. Nello stesso anno fu abilitato nel reparto Ostetricia dell’ospedale generale di Vienna (L’Allgemeines Krankenhaus) e in breve tempo conquistò fiducia professionale e stima umana, tanto da diventare in breve tempo aiutante del direttore della clinica di Ostetricia in cui operava nonostante la giovane età.

A metà Ottocento, la percentuale di morte delle partorienti nell’ospedale Allgemeines Krankenhaus era molto più elevata rispetto ad altri luoghi.  Per le conoscenze che abbiamo oggi anche un bambino ne capirebbe la ragione, ma a quei tempi era diverso.  Non era concepito alcun dispositivo di protezione per virus e batteri!  I medici, ad esempio, passavano tranquillamente da un reparto all’altro senza tener assolutamente conto dell’igiene; non si preoccupavano affatto di doversi recare in una sala travaglio appena dopo aver effettuato un’autopsia, con componenti biologiche ancora presenti sui camici.

Ignaz Semmelweis, pur senza comprenderne la ragione osservò che la semplice pratica del lavaggio delle mani era sufficiente ad abbassare notevolmente la mortalità delle partorienti. Il suo reparto passò  da una mortalità del 18% al 2%. Un successo scientifico incredibile!  

Immagino che il lettore ora stia pensando che è questo il motivo per cui oggi uno degli ospedali più stimati d’Europa porta il nome del dottor Semmelweis e che nel 2013 l’UNESCO ha deciso di inserire alcuni documenti sulla sua scoperta nel registro della Memoria del Mondo. Sì la ragione di questi riconoscimenti sono dovuti alla sua grande intuizione e alle vite che ha salvato.

Se però  lo stesso lettore crede che  Ignaz Semmelweis abbia vissuto una vita ricca  di soddisfazioni personali e piena di gratificazioni professionali, sta commettendo una grossa ingenuità.

La straordinaria scoperta di  Ignaz Semmelweis non solo non suscitò alcun interesse nel mondo scientifico, ma attirò su di sé anche invidie e gelosie. Il suo direttore, Johann Klein, trovava addirittura irritanti e grottesche le iniziative di questo “Ungherese”.

I colleghi lo consideravano arrogante, egocentrico e presuntuoso.  Così fu licenziato! La motivazione formale fu quella di aver dato disposizioni senza esserne autorizzato. Una delle disposizioni fu proprio quella di aver inserito nelle raccomandazioni (che oggi chiameremmo protocollo) quella del lavaggio delle mani nel reparto di Ostetricia.

Ignaz Semmelweis, dopo questa delusione, cadde in depressione. Fu ricoverato in un manicomio. Abbandonato e dimenticato da tutti, morì per setticemia contratta durante un intervento chirurgico. Ironia della sorte, se il chirurgo avesse lavato le mani prima di compiere l’intervento probabilmente il povero medico avrebbe superato l’operazione e non sarebbe morto in quel frangente.

Non so come mai, ma la storia di Ignaz Semmelweis  mi fa venire in mente quella di un medico suicidatosi in Italia qualche mese fa… Sì… Anche se il loro loro epilogo è differente, io ci trovo un destino molto simile o quanto meno una condizione emotiva analoga. Purtroppo, mi sa che da allora la Comunità scientifica non è ancora riuscita a guarire dalla propria miopia…o quanto meno, il suo meccanismo è rimasto lento e farraginoso…

La morte è unica dispensatrice di gloria, affermava il Foscolo nella sua magistrale opera “Dei Sepolcri”. Io non ne sono completamente persuaso, ma ciò non mi impedisce di sperare che un giorno potrà esserci un glorioso riscatto  scientifico anche per quel “medico di campagna”   suicidatosi a cui faccio riferimento.

Antimo Pappadia 

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