Gio. Set 23rd, 2021

Come è ampiamente risaputo le persone autistiche necessitino ricevere il pieno supporto per soddisfare i loro bisogni, affinché possano godere di un’esistenza significativa. Ciò include eguali e imparziali opportunità in tutti gli ambiti della vita, incluso il diritto a fare esperienze di vacanze nel pieno e totale rispetto della loro diversa condizione.

Ma purtroppo, la letteratura scientifica, quando si parla di autismo, è ancora fortemente influenzata, oltre che da una collocazione della condizione autistica nell’infanzia, a discorsi teorici che riguardano cure mediche e prevenzione o gestione di comportamenti disfunzionali, senza collocare mai la persona autistica nella vita reale, fatta oltre che di percorsi o progetti, di interessi, inclinazioni, desideri, sogni, ovvero vita in tutte le sue declinazioni.

Oggi soprattutto per ciò che riguarda l’autismo ad alto funzionamento, attraverso le “interazioni on line”, si è ampiamente estesa la possibilità di integrazioni e interazioni di queste persone attraverso blog, social, chat, e mail. Strumenti dal grande potenziale comunicativo, se padroneggiati in modo corretto attraverso un uso se non controllato, saggiamente monitorato da chi è più vicino alla persona che ne usufruisce.

Va da sé che per migliorare sempre di più la qualità di vita delle persone affette da autismo, la letteratura scientifica e chi fa ricerca, si deve concentrare maggiormente ad indagare e investigare su ambiti della vita inclusiva ad oggi ancora vergini per tale categoria di persone.

Uno di questi è il turismo, ovvero la possibilità, o meglio il diritto di poter usufruire dell’esperienza del viaggiare, con tutto il bagaglio di variabili che un’esperienza del genere comporta.

Per un autistico, viaggiare significa un travolgente cambio di routine, che può provocare ansia e per chi ha problemi sensoriali , indurre crisi disfunzionali, con conseguenze sicuramente non inclusive.

Ma in realtà viaggiare, per una persona autistica può diventare fondamentale.

 Aumenta l’autostima, il senso d’indipendenza agevolando l’inclusione e migliorando la comunicazione.

. È da considerare come uno strumento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita di questi individui che hanno bisogno di ricevere l’aiuto e l’assistenza adeguata per poter partecipare a tutti gli effetti come membri attivi a esperienze di svago, avventura e vacanza.

Viaggiare è un diritto e come tale deve essere ristrutturato in tutte le sue declinazioni(dai trasporti, agli alloggi, alle proposte turistiche (escursioni, tour) sino alle singole attività ricreative, al fine di rispondere totalmente alle esigenze e ai desideri del turista autistico

Chiaramente come accade nella normotipicità, dove ci sono le agenzie di viaggio preposte, per l’autismo, dovrebbero esistere agenzie ed organizzazioni turistiche, in grado di costruire una vacanza nel rispetto delle esigenze della persona autistica.

Sarebbe così difficile prevedere un sito web adatto a persone autistiche che vogliano sperimentare l’esperienza del viaggio?

Chi scrive convive con un figlio autistico di 23 anni assetato di normalità, e forse qualche idea potrei averla!

I soggetti autistici possono relazionarsi in maniera diversa verso il mondo esterno ma, hanno modi simili di “processare” le informazioni date le ridotte capacità comunicative, sociali e immaginative.

Per un sito web facilmente utilizzabile per un soggetto autistico, importante sarebbe una comunicazione concreta, semplice, con contesti visibili, essendo queste persone poco inclini verso modi astratti e immaginifici.

. I principi basilari per la realizzazione di un sito web “autism friendly”, sono stati individuati  da report e linee guida del “Royal National Institute for the Blind” (RNIB), della “Web Accessibility Initiative” (WAI) e da commenti di esperti della “National Autistic Society” (costituita da staff specializzato nel trattamento dello spettro autistico) .

Sono molto dettagliati e riguardano tutti gli ambiti del testo e dell’uso del colore; la navigazione e il collegamento; la gestione dei problemi tecnici.

Un sito con il bollino di Autism Friendly, dovrebbe avere un design semplice con un linguaggio chiaro e non ambiguo.

Alcune persone autistiche non riescono ad elaborare in maniera semplice tante informazioni, quindi sarebbe utile limitare i click, per accedere alle informazioni ricercate.

Questi semplici ma fondamentali passaggi, aiuterebbero la persona autistica ad abbassare la frustrazione inducendola a fidarsi della ricerca sul sito.

Ma dopo che si è sceltala meta della propria vacanza, il viaggio deve continuare.

Sarebbe auspicabile, quindi in un ‘ipotetica agenzia di viaggio per persone autistiche, la compilazione di un questionario, dove poter attingere tutte le info che riguardano la persona e la sua condizione e poter quindi costruire un soggiorno totalmente personalizzato considerando tutte le variabili che una vacanza autistica può far emergere, vista l’eterogeneità della condizione e l’impossibilità a costruire un protocollo comune.

In Italia, Rimini è la prima destinazione “Austismo Friendly”. A partire dall’estate del 2013 ha preso avvio il progetto dell’associazione Rimini Autismo Onlus in collaborazione con il Centro Autismo ASL, al fine di trasformare la città di Rimini in una destinazione Autism Friendly. Scopo principale è quello di valorizzare le capacità di accoglienza della città e raggiungere l’eccellenza nell’ambito turistico e dei servizi alla persona, fornendo assistenza ed accoglienza alle persone affette da autismo.

Se è vero che il viaggio comincia nella testa, quello di una persona autistica ha inizio da un sistema sociale che ragiona in termini di pari opportunità, contempera il rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo, e quindi di   tutte le azioni che sono necessarie per riconoscerli, attuando il più generale principio di uguaglianza.

Rosa Ruggiero

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