Sulle tracce del verde

Esaminare i colori è sempre una scoperta e fonte di nuove conoscenze, ma fra tutti i colori dell’iride, il verde offre allo sguardo ed alla mente, piacevoli sensazioni, perchè il verde esalta le emozioni, rende serenamente efficienti, regala un senso di protezione e di sicurezza, infondendo una tranquillità che nasce dalla speranza insita nel suo colore.

Prendendo spunto dalla natura che sempre si rinnova, il verde è il colore dell’equilibrio, a dimostrazione che nulla, nel bene o nel male, è per sempre.

Dicono che al tramonto, quando l’ultimo raggio di sole si confonde nella luce dell’orizzonte, proprio nell’istante in cui avviene la magica fusione tra le identiche vibrazioni del giallo del sole e il blu del mare e del cielo, nasce un raggio verde che si evolve nel mondo spargendo il suo colore sulla terra, fino a raggiungere e superare i confini delle isole felici, nei prati del paradiso celtico e poi sale ancora più in alto, verso Marte, dove la fantascienza tinge di verde i suoi abitanti, perchè l’uomo, forse, ha meno paura se dà a ciò che non conosce, un colore che è simbolo di vita nuova, di fertilità, ma soprattutto di speranza, la luce della vita stessa.

La speranza, anche di chi guarda il raggio verde con la certezza che vedrà esaudito ogni desiderio se avrà la fortuna e la forza di non chiudere gli occhi di fronte alla potenza luminosa dell’ultimo raggio di sole.

Il verde è il colore dell’equilibrio, perché si pone al centro dello spettro solare e tocca in egual misura la distanza tra il cielo e le profondità della terra senza però esaltarsi della centralità, e crea attorno a sè la comprensione che dona calma, rassicura e rinnova le cellule.

L’armonia, poi, che è figlia dell’equilibrio, mostra le cose nella giusta misura e verde smeraldo è la pietra di tutti coloro che sentono nell’equilibrio anche la fonte dell’altruismo e l’inizio dello sviluppo della individuale personalità.

Ma guai quando il verde inacidisce, quando diventa marcio, perché tutto il bene degenera nei difetti che fanno l’uomo immaturo, egoista, invidioso e lo rendono piccolo e allora, bisogna armarsi della verde croce di Cristo per combattere gli occhi… verdi di Satana.

Se la sua luce non è intaccata, è attributo del Giudice giusto, e verde diaspro è il trono del Giudice Supremo.

Si osserva sui quadri di Monet, dove ogni pennellata carica di verde è il riflesso della luce che trascorre, guarda e respira il colore che nasce all’alba e splende senza bruciare.

Van Gogh invece, lo utilizzava insieme al rosso, per dipingere “le terribili passioni umane”, dove ogni mediazione scompare per lasciare spazio all’energia che esploderà in maniera distruttiva. E pensare che l’energia può essere così meravigliosa!

Fare un viaggio nella conoscenza del verde, vuol dire mettersi sotto la verde cappa di San Giorgio, protettore dei viaggiatori che vanno incontro alla rinascita e al rinnovamento.

Guardare il colore verde inoltre, aiuta la respirazione, sia come fatto emotivo che attraverso un percorso delle cellule che dagli occhi arrivano ai polmoni.

Lo si trova inoltre sui tavoli da gioco dove è necessaria la concentrazione, sui camici dei chirurghi ma anche sui muri delle sale operatorie dove regna una frenetica quiete, e sempre sui segnali che danno il Via e che concedono il libero passare e un abito verde, peraltro colore difficile da indossare, soprattutto nelle tonalità olivastre e scure, va portato quando si vuole esprimere una personalità senza costruzioni. “Essere come si è”, potrebbe essere il suo motto.

Ancora tanto vi sarebbe da dire, ma prima una raccomandazione: cercare di non essere mai al verde.

Vestirsi di verde, vivere in verde ma non diventare verde!

Respirare verde, ma non ridere mai verde!.

 

Nadia Farina

(L’immagine è la foto dell’Opera: -Albero verde- di Nadia Farina)

 

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