Sab. Dic 3rd, 2022

Vieste è una meravigliosa cittadina della Puglia, sul magico Gargano, bagnata da un mare di intenso color azzurro con sfumature turchesi. È ricca di tradizioni, folklore e misteri. Come tutte le località particolari degne di questo nome, non si contano le leggende e ne emerge una in particolare con un famoso scoglio, un monolite di tufo alto 25 m. sulla “spiaggia del castello” nella zona sud e chiamato Pizzomunno, bianco e con la punta piramidale (“pezzo del mondo” nel dialetto viestano).

Quest’estate nel mese di Agosto, ho avuto il privilegio di visitare questa spiaggia, prima di giorno e poi di notte e ho sentito un’energia pazzesca provenire da quel luogo, dal monolite stesso, difficile da descrivere a parole.

Ma partiamo dalla leggenda più conosciuta, quella di Cristalda e Pizzomunno, due bellissimi giovani innamorati, lui giovane pescatore, lei una fanciulla di Vieste, la cui bellezza e fascino superava quella delle sirene, gelose di Pizzomunno ed invidiose di quell’amore, continuamente ignorate da lui che non aveva occhi che per Cristalda. Dopo ripetuti rifiuti, le sirene, mentre il giovane era uscito per pescare, rapirono la giovane incatenandola in fondo al mare e traformarono Pizzomunno in un gigante di pietra, sulla famosa spiaggia.

Il dio del mare Poseidone, impietosito dal tragico destino dei due amanti, fece in modo di riportare Cristalda in vita, per una sola volta ogni cento anni, all’alba in agosto,  per farla incontrare di nuovo col giovane pescatore, ritrasformato dal dio in uomo per quell’occasione. Ne parla in una celebre e bellissima canzone il cantautore Max Gazzè: “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno,” che fonde le sonorità madrigalesche( la leggenda è del 1400) con quella della musica pop e facilmente reperibile su YouTube.

Secondo alcuni studiosi come il ricercatore Prof. Giuseppe Calderisi,  la storia   di Vieste sarebbe riconducibile ai tempi di Omero, e la cittadina sarebbe stata la remota capitale di Atlantide ( Apèira).

Nella mia visita al Pizzomunno, fatta dettagliatamente di notte, in tranquillità, con un forte vento proveniente dal mare, ho riscontrato un’energia talmente pazzesca da non potersi descrivere a parole: dalla roccia calcarea infusa nella sabbia asciutta per la bassa marea, emergeva un suono, come una sorta di ronzio elettromagnetico e un grande calore. Molte persone vi si sono in seguito recate toccandola…!da qui la notte stessa ho fatto un sogno così particolare da sembrare reale che vi racconterò come fosse una novella. Comincia così…

Ai tempi di Atlantide esisteva questa bellissima spiaggia, dove erano riuniti attorno al Pizzomunno gli abitanti del luogo, una remota civiltà di pescatori e guerrieri. Essi celebravano periodicamente delle cerimonie magico-religiose in cerchio attorno al Pizzomunno, di notte, con canti e danze; venivano fatte iscrizioni spesso anche con il sangue e riti di iniziazione, per i giovani guerrieri e pescatori del posto, che dovevano lanciarsi come prova di forza e di coraggio dalla punta del monolite, oltre che come rito iniziatico al compimento della maggiore età: molti ovviamente morivano e i sopravvissuti avrebbero avuto il favore degli dèi. Il loro linguaggio era molto antico simile al Greco, alcune giovani donne , forse delle sacerdotesse, cantavano antiche melodie mentre gli anziani, al ritmo monòtono ed energico del tamburo, spiegavano il violento rito a dei bambini seduti a gambe incrociate sulla sabbia, poco più lontano, in modo che sapessero cosa gli aspettava quando fossero cresciuti.

Una notte più burrascosa del solito, un temporale con un mare spaventoso e nero, attirarono dei fulmini sulla punta del Pizzomunno, attivandolo, ed un oggetto metallico e scuro, (diremo oggi un disco volante), arrivò dalle profondità dello spazio posizionandosi proprio sopra la punta, emettendo un intensissimo raggio blu elettrico: da quel momento giunsero sempre  più spesso varie navicelle di varie razze aliene, attirate dal monolite che fungeva da antenna collegato alle stelle nel cielo.

Un sogno particolare che mi spinse a documentarmi e solo dopo qualche giorno scoprìi dei cenni su Atlantide ed Omero! Certo una bella coincidenza…Oltretutto Vieste è stata e ancora lo è luogo di  curiosi avvistamenti ufologici. Ma quel che più conta…

Vi lascio con l’invito ad immergervi in questi luoghi, fra l’odore del mare e i sentori di origano, fra cicale e gazze ladre, fra vento e silenzio, oleandri e tamburi di Tarante, ( vecchie danze sciamaniche ma questa è un’altra storia),  per ritrovare,  fra sensazioni, sogni e leggende, la Vera Poesia che risiede in fondo a noi stessi.

Daniela Casaburi

(Foto di Daniela Csasaburi)

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