Dom. Dic 5th, 2021

Lunedì 11 ottobre la consigliera comunale di Reggio Emilia Avvocato Paola  Soragni, appartenente al Movimento 5 Stelle, ha pronunciato queste  parole:

Non ho paura di dire che non mi sono vaccinata e che per  ora non intendo vaccinarmi. Ho chiesto di presenziare ai  prossimi Consigli comunali da remoto ma,  inspiegabilmente, mi è stato negato, differentemente da  quanto è invece stato concesso a un esponente della  maggioranza”.  Pertanto, in seguito a questa grave ingiustizia, la  consigliera si sarebbe autoesclusa dalle prossime  adunanze consiliari.

Le sue dichiarazioni hanno avuto immediatamente eco  su tutta la stampa nazionale.  Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori ha subito fatto sapere che non aveva compreso bene la  questione ed era convinto che la Soragni si sarebbe  sottoposta a un tampone per poter accedere alle prossime   sedute. Pertanto ha dichiarato, ora che ha capito l’entità del problema, di essere disposto   a dare la sua completa disponibilità affinché la consigliera  possa partecipare ai prossimi Consigli comunali da remoto.

Per onore della cronaca confermo che la questione ha avuto un risvolto positivo e, come ovvio che sia, la Consigliera del Movimento 5 Stelle potrà, già dalla prossima settimana, presenziare alle adunate consiliari da remoto.

Al di là del fatto che si possa essere d’accordo o meno con l’avvocato Soragni, va comunque sottolineata la forza e la determinazione con cui la consigliera ha fatto notare ciò che ai suoi occhi è apparsa subito come una discriminazione a carico di una categoria di persone (i non vaccinati) che oggi (a ragione o a torto) fanno sicuramente parte di una minoranza. La tutela delle minoranze non è forse una delle colonne portanti su cui poggia la democrazia? Personalmente ritengo che nei confronti della Consigliera Soragni possa essere sollevata qualsiasi tipo di critica, ma nessuno può negare che la coerenza che l’ha spinta a mettere a nudo il suo pensiero, dovrebbe essere presa come esempio da tutte quelle Istituzioni appositamente preposte che, invece di tutelare quei diritti che vantano di difendere, si annidano in attesa di risvolti clamorosi,  barcamenandosi in una farraginosa e ignobile ambiguità. 

Antimo Pappadia

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