Mar. Feb 17th, 2026

La disaffezione verso la politica tradizionale non nasce solo da una crisi etica globale, da una corruzione dilagante e dalla palese prevalenza di interessi personali da parte dei leader rispetto ai bisogni dei cittadini, ma si evince soprattutto da una mancanza totale di rappresentanza per tutto ciò che concerne i diritti e la volontà del popolo. In altri termini la politica è agonizzante perché è la democrazia ad essere morta e non l’inverso. Sui grandi temi, ad esempio come quelli legati alla guerra, sanità, scuola, indipendentemente dalle rappresentanze politiche, il popolo non ha voce in capitolo e le decisioni vengono prese al di là dei bisogni popolari, delle volontà e, guarda caso, sempre a vantaggio di una ristretta élite.

Nella società contemporanea l’autorevolezza dei leader politici non va oltre a quella che detiene un cameriere nei confronti di un cliente arrogante e pretenzioso. I clienti arroganti e pretenziosi sono naturalmente rappresentati dai (circa) cento uomini più ricchi del Pianeta e detentori dell’ordine del discorso i quali non solo stabiliscono cosa sia lecito discutere e cosa non lo sia, ma determinano anche quali sono i valori universali, i principi esistenziali e bisogni reali dell’umanità. 

Per far meglio comprendere la mia visione di ciò che oggi rappresenta la politica Occidentale in generale  e soprattutto quella nazionale, descriverò la metafora del cane a due teste. Il corpo del cane è rappresentato dagli uomini più ricchi del pianeta che, appunto, governano il mondo, mentre le due teste raffigurano le loro rappresentanze travestite dalle rispettive aree politiche (Destra e Sinistra). 

 Il popolo ignora che le due teste di questo mostro siano collegate da un medesimo corpo, pertanto quando  la collettività vota a destra,  la testa posta sul quel lato dell’ingordo animale mangia le risorse adagiate alla sua sinistra, dando ai cittadini destrorsi l’illusione che la volontà da loro espressa possa essere in qualche modo soddisfatta; appena la collettività si sposta ideologicamente verso l’altro lato,  la testa di sinistra mangia le risorse di coloro i quali sono posti alla destra del famelico cane, producendo lo stesso risultato: l’impoverimento della società. In entrambi i casi, si evince in modo palese, che viene sempre tolto qualcosa al popolo ma mai aggiunto nulla a nessuno, nemmeno ai più convinti elettori all’area politica che momentaneamente governa. Questa alternanza senza alternativa alcuna negli ultimi decenni ha reso le classi lavoratrici sempre più povere. Per abbattere questo mostro finanziario globale rappresentato da pagliacci vestiti da politici che fingono di fare gli interessi del popolo ma che in realtà prendono ordini da poteri sovranazionali, è necessaria una consapevolezza profonda del perfido meccanismo antidemocratico, antisociale e disumano che li gestisce. Pertanto nasce l’esigenza sociale di creare una nuova  forza politica autentica in grado di rappresentare le classi lavoratrici e il ceto medio, in modo tale da poter riaffermare quei diritti sociali e umani per cui le vecchie generazioni hanno lottato e talvolta pagato col sangue. Riaffermare una civiltà (quella Occidentale), che sta precipitando inesorabilmente in un baratro senza precedenti è la nuova sfida per le nuove generazioni.

Antimo Pappadia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *