Erich Fromm, nel suo capolavoro dal titolo “Avere o Essere”, analizza le modalità dell’essere e dell’avere invitando l’umanità ad anteporre il prossimo, l’empatia e la compassione al materialismo, al possedimento delle cose e al desiderio di distruzione. All’interno del Testo ci è apparso particolarmente interessante il suo concetto relativo alla necrofilia. Infatti, secondo lo psicologo e filosofo tedesco, la necrofilia non è solo l’attrazione sessuale per i cadaveri, ma rappresenta la forma più radicale e maligna di aggressività umana; un orientamento che si manifesta nell’amore per la morte e nel desiderio di distruzione in generale. Il necrofilo è colui il quale vede le persone come “cose” o come “oggetti” incapaci di amare, di comprendere, di emozionare.
La necrofilia, sempre secondo Fromm, è aggressività pura che ha un’origine da una pulsione sadica la quale genera inevitabilmente attrazione per tutto ciò che cognitivamente si associa col deterioramento della vita. E. Fromm pone in contrapposizione alla necrofilia il concetto di biofilia, cioè l’amore per la vita e per l’umanità intesa nella sua forma più totale. La biofilia si esprime nella creatività, nell’autenticità, nella compassione e nella capacità di amare il prossimo.
L’aggressività, però, a parere di Fromm, non è sempre negativa. Essa può avere un aspetto biofilo e uno necrofilo. Quest’ultimo si evince quando l’aggressività ha una radice maligna e induce l’uomo a compiere azioni distruttive e sadiche favorendo una società distopica. L’aspetto biofilo dell’aggressività, invece, si estrinseca attraverso le attività dinamiche, che inducono l’uomo ad assumere un atteggiamento comprensivo, etico e di supporto empatico, promuovendo così una società fondata sulla solidarietà, sull’uguaglianza e la cooperazione tra individui.
In altre parole chi ama la pace ha una modalità prevalente di natura biofila e si adopera per una società intrisa di valori umani, invece, chi auspica o si adopera a favore della guerra, Erich Fromm lo definosce un necrofilo che trascina l’umanità in una società distopica mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intero genere umano.
Antimo Pappadia