Ha fatto molto discutere la decisione presa dal ministro della salute Orazio Schillaci di sciogliere la commissione NITAG: ha fatto bene? Ha commesso un errore? Per poter comprendere bene la questione bisogna prima di tutto approfondirla. Andiamo per gradi. Intanto spieghiamo che il NITAG è il Gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG – National immunization technical advisory group). Trattasi di un Organo “indipendente” col compito di supportare, dietro specifica richiesta e su problematiche specifiche, il Ministero della Salute nella formulazione di raccomandazioni “evidence-based” sulle questioni relative alle vaccinazioni e alle politiche vaccinali, raccogliendo, analizzando e valutando prove scientifiche. Il NITAG è composto da 22 professionisti di cui due (il veronese Paolo Bellavite e il pediatra toscano Eugenio Serravalle) sono stati accusati di avere tendenze no-vax. Questa insinuazione ha sollevato un polverone politico e ha costretto il ministro della salute Schillaci a sciogliere il neo-gruppo di lavoro. Senza entrare nel merito della questione mi viene da chiedere: se una commissione è rappresentata dal 90% favorevoli ad una linea, che tipo di influenza “negativa” può esercitare il 10% contrario? In democrazia, la rappresentazione della minoranza non è un diritto costituzionale? Immaginiamo un consiglio comunale di un paesino (e qui posso portare la mia esperienza diretta) di cui la giunta è rappresentata complessivamente da 22 consiglieri comunali di cui 20 fanno parte del partito di maggioranza, mentre 2 rappresentano la minoranza , in che modo possono questi ultimi influire sulle decisioni prese? In nessun modo! Eppure in democrazia anche la minoranza deve essere rappresentata in quanto esercita un ruolo importante di controllo e di divulgazione in merito a ciò che avviene nella specifica istituzione. Senza opposizione non c’è controllo, senza controllo non c’è democrazia, Già …il controllo e la divulgazione dei fatti interni… saranno mica queste le ragioni per cui i due membri altamente qualificati e in possesso dei requisiti richiesti come sono Paolo Bellavite e Eugenio Serravalle hanno suscitato tanto scalpore al punto di costringere il ministro Schillaci a sciogliere il Gruppo Consuntivo legato ai vaccini?
Non so… io sono un giornalista e seguo il principio cardine dettato dal mio Ordine e cioè quello di seguire “La regola delle 5 W” (le 5 domande essenziali che ogni giornalista dovrebbe farsi prima di scrivere un pezzo) una regola ormai fin troppo spesso dimenticata dai cosidetti “professionisti dell’informazione”.
Restando in tema giornalistico e facendo delle banalissime ricerche, ho anche scoperto che i restanti 20 membri del NITAG hanno un conflitto di interessi con alcune Case farmaceutiche. Leciti, per carità, ma li hanno…Strano ma vero…
Allora, tornando alla domanda iniziale e cioè se a tutela della salute pubblica il ministro Schillaci ha fatto bene a sciogliere questo gruppo Consutivo specifico per i vaccini, la risposta è sì! Ha fatto bene! Ha fatto bene non perché al suo interno erano state inserite figure professionali che hanno un rapporto critico nei confronti dei vaccini, ma semplicemente perché non è auspicabile che chi abbia un ruolo di rilievo all’interno della salute pubblica possa avere collusioni con le case farmaceutiche, il connubio denaro/salute non può e non deve essere accettato!
Antimo Pappadia