Mer. Mag 25th, 2022

Già prima che il covid19 facesse la sua irruzione nella nostra vita sanitaria e sociale le malattie dell’apparato respiratorio rappresentavano la terza causa di morte, dopo le patologie cardiovascolari e i tumori. Si pensi che oltre il 20%  degli over 65, soffrono di bronchiti, enfisema e asma.

Tra le più diffuse troviamo  la BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva). Trattasi di una patologia polmonare progressiva che ostruisce le vie respiratorie rendendo così difficoltosa le respirazione.  L’intervento farmacologico punta a ridurre le acutizzazioni e il contenimento di una forma cronica che, nel tempo, è destinata a peggiorare.

L’asma è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da episodi ricorrenti, se è di natura allergica provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace.

L’enfisema è una patologia caratterizzata da un progressivo e irreversibile danno agli alveoli, le piccole unità polmonari in cui avviene lo scambio ossigeno-anidride carbonica. Con la progressione dell’enfisema gli alveoli si trasformano in sacche più grandi e irregolari, con buchi all’interno delle pareti.

Tra i fattori che favoriscono l’insorgenza delle patologie dell’apparato respiratorio troviamo prima di tutto il tabagismo e, subito dopo, l’inquinamento atmosferico -si pensi che per questo motivo, ogni anno nel mondo, muoiono 12,6 milioni di persone-.

Le raccomandazioni oltre a quelle solite sono per di proteggerci dai coronavirus che di fatto rappresentano uno dei nemici più temibili delle vie respiratorie  e cioè  (lavarsi spesso le mani, proteggersi con mascherine, stare all’aperto, areare gli ambienti chiusi) ce n’è un’altra che viene poco suggerita: respirare col naso.  L’ottimizzazione della respirazione nasale, evitando di respirare con la bocca, non solo riscalda e umidifica l’aria abbassando la probabilità di far passare virus e batteri nella parti basse delle vie respiratorie, ma la filtra anche dagli agenti da polveri e altri agenti irritanti.

Antimo Pappadia

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