Ven. Set 17th, 2021

Victoria Tkachenko ama la pittura da sempre. Nata nel 1967, è stata anche artista circense in diversi prestigiosi circhi di fama internazionale, tra cui quello di Moira Orfei. Ad un certo punto della sua vita però, l’amore per la pittura  è prevalso ed oggi dedica gran parte del suo tempo allo studio di nuove tecniche e a produrre opere.

La svolta artistica è avvenuta dopo l’incontro col grande maestro Domenico D’aria che le ha dato la chiave d’accesso per carpire molti segreti legati alla pittura e all’arte in generale.

Victoria Tkatchenko è nota soprattutto perché è l’unica in Italia, e tra le pochissime persone al mondo, ad utilizzare la peculiare tecnica dei pastelli a cera sciolti.

Tra le mostre più importanti a cui ha partecipato ricordiamo nel 2014 la Personale a Sabbioneta in collaborazione con l’artista Maurizio Bartoli.

Tra le collettive nazionali, annoveriamo quelle di Roma, Torino, Venezia, Mantova, Forlì e Reggio Emilia.

Tra le collettive internazionali, ricordiamo Parigi e Atene.

Nel 2018 ha ottenuto il terzo posto nella sezione pastelli e acquerello a Torino alla Art Gallery 37.

Nel 2019 a Reggio Emilia, la Personale “Anabasi” alla galleria San Francesco ha ottenuto un certo successo dalla critica locale e un buon apprezzamento da parte del pubblico.

Infine, nel 2021, sei delle sue opere sono presenti al premio Vittorio Sgarbi che si concluderà a Ferrara ad ottobre.

Victoria Tkatchenko è conosciuta al pubblico per la sua arte Informale. La sua linea filo-espressionistica di  tipo astratto ha una peculiarità artistico-pittorica: produrre opere raffinate attraverso una sofisticata tecnica di pastelli a cera sciolti.

Ultimamente inoltre, Victoria si è avvicinata ad una corrente artistica contemporanea già nota in America e che sta prendendo sempre più piede anche in Italia: la Fluid Painting, un metodo di pittura che utilizza l’acrilico e crea forme libere attraverso colori vivaci.

Chi desiderasse vedere alcune delle opere di Victoria Tkatchenko, può recarsi a Cavazzoli al Bar Rondò o a Roncocesi al Bar Arte e Caffè, sempre a Reggio Emilia.

Antimo Pappadia

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