Dom. Apr 18th, 2021

La famiglia non è composta da una società di coetanei in cui i confini si confondono e i ruoli si interscambiano. Il sistema familiare deve essere fondato su principi democratici dove tutti possono rappresentare le proprie idee, esprimere disappunti, manifestare bisogni ed esigenze, ma ognuno deve farlo secondo il proprio ruolo.

I genitori hanno il dovere di prendere le decisioni più congeniali al nucleo familiare e devono farlo secondo i propri criteri, anche quando non sono appoggiati dal benestare dei figli. Tale condotta non risulta essere importante solo da un punto di vista pragmatico, ma anche da quello formativo, in quanto invia alle nuove generazioni due fondamentali insegnamenti:

il primo è che la democrazia non è anarchia. In qualsiasi forma si estrinsechi un  sistema democratico c’è sempre una maggioranza che propone dei leader i quali non sempre fanno quello che ogni cittadino sperava facessero.

Pertanto va ricordato che le regole in democrazia vanno rispettate anche quando non piacciono, salvo poi casi estremi, che però meriterebbero un capitolo a parte.

In secondo luogo, la vita degli adulti è caratterizzata da ruoli e non sempre questi sono occupati necessariamente dalle persone più meritevoli, anzi… Nella società degli adulti non è detto che un direttore o un capo-ufficio sia più valido o capace di un sottoposto, eppure il ruolo che quest’ultimo occupa, volente o nolente, deve essere rispettato se si vuol conservare il posto di lavoro, e le frustrazioni che ne scaturiscono vanno gestite opportunamente, fino ad un certo punto però, ovviamente… E qui torniamo al primo punto, e cioè al fatto che se i giovani da piccoli hanno imparato a far valere le proprie idee pur stando in una posizione impari, allora avranno più possibilità di affermare il loro pensiero; se invece non hanno sperimentato strategie vincenti per autoaffermarsi intelligentemente da un ruolo subalterno allora, purtroppo, da grandi, le loro idee saranno irrimediabilmente trascurate o non tenute per nulla in considerazione. Lo scontro generazionale in sé non è qualcosa di negativo. Da sempre i giovani si sono contrapposti alle vecchie classi, ma tale conflitto può diventare una risorsa se viene gestita in modo costruttivo. Infatti le vecchie generazioni grazie ai loro figli possono restare a passo con i tempi, mentre i giovani possono trarre vantaggio dall’esperienza dei loro genitori. Per poter far questo però, i genitori hanno un dovere e cioè quello di considerare i propri figli come unità psichiche competenti: in altri termini, delle persone. Devono dimostrare soprattutto di comprendere in modo autentico lo stato emozionale dei loro ragazzi. In conclusione, possiamo compendiare il concetto affermando semplicemente che i genitori hanno la responsabilità e l’autorità di mettere delle regole, ma lo devono fare tenendo sempre presente le esigenze emozionali dei giovani dando loro gli strumenti per poterle rivisitare.

Credo che non si possa concludere meglio questo articolino se non con un bellissimo proverbio africano che cita: I giovani corrono di più, ma gli anziani conoscono la strada. Io aggiungerei “dovrebbero” conoscere la strada e qui si aprirebbe un capitolo a parte.

 

 

Antimo Pappadia

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