Gio. Ago 5th, 2021

Ha fatto molto discutere la vicenda del professore universitario che prima insulta  l’onorevole Giorgia Meloni e poi si scusa.

Noi de vvv.lintelligente.it abbiamo chiesto al Professore Alessandro Porcelluzzi cosa ne pensasse di questa vicenda

Ecco la risposta:

 

Questa vicenda contiene molti spunti istruttivi.

Innanzitutto racconta moltissimo della caduta della autorità. Ci concentriamo tutti troppo sulla caduta del livello medio dei nostri politici. Li ascoltiamo e ci scandalizziamo per la sciatteria, la sintassi traballante, il lessico discutibile. Poi però capitano casi come questi, di accademici, rampolli di famiglie blasonate, che si esprimono in modo volgare, triviale e allora è più facile comprendere come mai si viva in un tempo in cui qualsiasi autorità abbia perso peso. Perché almeno quel politico sgrammaticato che prima ci aveva lasciati di sasso è stato eletto, ha incontrato sostenitori, ha consumato suole. Invece evidentemente puoi arrivare ai vertici della Accademia pur non avendo alcuno stile, alcuna eleganza: la erudizione non ti ha reso raffinato.

Il secondo aspetto è quanto sia banale, stereotipato, il modo in cui si insultano e attaccano le donne. Siamo sempre alle similitudine del mondo animale, la scrofa, la vacca, la rana. O al peggiore classismo, pescaiola (chissà se il professor Gozzini ha mai visto dal vivo la meraviglia dei mercati del pesce, i bigliettini con i prezzi per le aste, i caffè e i panini all’ora in cui non è più notte ma non ancora mattina). La donna si umilia dandole dell’animale e della lavoratrice manuale. Un accademico di sinistra che parla come un signorotto che vestito di lino controlla i suoi mezzadri.

Il terzo aspetto è la doppia morale. Se uno di destra dice che la Murgia è brutta (e lo è davvero), è un mezzo femminicidio. Se uno di destra dice che la Boldrini parla di sciocchezze e fa la vittima (e parla davvero di sciocchezze fa davvero la vittima) è un barbaro fascista hater. Se un professore universitario di sinistra in una trasmissione dà della scrofa a Meloni, va quasi bene. Perché il terreno è già stato preparato. Dispiace doverli citare sempre, ma provate a leggere un po’ di pezzi di Travaglio e Scanzi. E le migliaia di persone al di sopra di ogni sospetto che li condividono e usano le stesse parole. E non c’è bisogno di arrivare, geograficamente, a Meloni. Basta essere Bellanova.

Ultimo: appena il caso è esploso, il professore ha fatto arrivare le proprie scuse. Dicendo che non è il suo abituale linguaggio. Meno male, perché altrimenti poveri studenti. Che esempio. Ovviamente le scuse sono un modo per parare i colpi dei provvedimenti disciplinari. Perché oltre che volgare, il tizio è anche Cuor di leone. Una paura fottuta di ricevere una sospensione o qualcosa di più severo. Metti caso gli dovesse toccare di dismettere l’abito di lino e andare a guadagnarsi il pane seriamente una volta persa la seggiola, o le seggiole, su cui poggia il nobile e titolato fondoschiena.

 

Alessandro Porcelluzzi

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