Matteo Salvini imperatore d’Italia

Cosa dovrebbe essere la politica lo sa qualsiasi persona un minimo colta: l’arte e la scienza necessari per creare il maggior benessere possibile, a favore della maggior parte possibile della popolazione.

Possiamo discutere se ciò debba essere perseguito con le riforme, o con la rivoluzione; se debbano essere soverchianti i partiti, o i movimenti; se sia migliore il Centrodestra, o il Centrosinistra; se un singolo partito sia migliore (più efficace, efficiente ed onesto) di altri; possiamo chiederci addirittura se ci si debba liberare, in modo rivoluzionario, del parlamento e del parlamentarismo; possiamo chiederci infine quale sia l’equilibrio ottimale fra ciò che progettiamo e realizziamo oggi e ciò che lasceremo ai nostri figli (ecologismo: non tutto ciò che funziona nell’immediato si rivelerà valido nel tempo). Ma l’assunto di cui sopra rimane alla base di tutto.

Altrimenti perveniamo all’inversione di mezzi e fini, e far vincere il proprio partito o schieramento diventa tutto ciò che conta, similmente a un derby calcistico in cui, alla fine, non è importante giocare bene, ma incarognirsi contro l’avversario perdente. E poco importa se l’arbitro ci abbia favoriti, o se siamo stati sfacciatamente fortunati: l’importante è vincere, e che l’altro perda.

A mio parere è un atteggiamento da frustrati.

E l’avvento dei social, attraverso cui ognuno può maramaldeggiare sull’avversario, elevandosi a costo zero da elettore semplice a “militante”, “blogger”, “fan”, sta aggravando oltremisura la situazione.

Non contando più il fine (il benessere), ma il mezzo (vincere), giocoforza si dovrà dare forza ulteriore a chi sta vincendo (Salvini), o rovesciare i rapporti di forza (premiando PD e dintorni, ovvero l’anti-Salvini).

A prescindere.

Con un effetto vagamente surreale, che ben dimostra la confusione all’interno del Centrosinistra: se tutto ruota attorno al referendum su Salvini, una parte di coloro che non sono leghisti, ma a torto o ragione non ama (o detesta) il PD, sarà sospinta nelle braccia della Lega.

Avremo alla fine Salvini Imperatore d’Italia.

Del resto, il progressivo declino del M5S e di Forza Italia nasce proprio da questo non richiesto referendum.

 Ma invece di dotarsi di programmi e strategie per incrementare il benessere collettivo, PD e dintorni sembrano strenuamente impegnati a stringere le fila, per non farsi scappare i supporter, investendo di potere e speranza, per il classico “quarto d’ora” di Andy Warhol, qualsiasi passante possa ricordare vagamente un leader: da Fabrizio Barca a Carlo Calenda, da Greta a Carola, da Mimmo Lucano a Simone di Torre Maura …

… per approdare al ricercatore universitario, autore di una triste delazione verso la capotreno di Trenord, spazientita e stressata dall’accattonaggio sistematico e molesto di alcuni rom sui convogli … ve lo ricordate? … ci fu gloria anche per lui: http://www.milanotoday.it/attualita/raffaele-ariano-denuncia-minacce-insulti.html .

Ora, al netto dei meriti e dei demeriti di Salvini, ed anche al netto della sua furbesca immagine mediatica di decisionista autoritario e semplificatore (oltre che inesauribile indossatore di felpe e mangiatore di panini), vorrei proprio interrogarmi su questo “serrare le fila” del PD e dintorni.

Interrogandomi e interrogandoci su ciò, emergerà anche il motivo per cui tali considerazioni non compaiano nella rubrica politica del nostro giornale (Pòlis, che oltretutto curo quasi sempre io personalmente), ma all’interno di “Costume e Società”.

Il “serrare le fila” si basa su tre argomentazioni, abbondantemente riprese nei social, a volte provenienti da ambienti direzionali, oppure da essi stessi divulgate. (Oramai la comunicazione è così veloce, che non si capisce più cosa vada dall’alto verso il basso, la “linea”, come si diceva una volta, e cosa vada dal basso verso l’alto, la classica “proposta, o protesta, popolare”.)

UNO: Salvini e salviniani non sono umani, perché indifferenti al dramma dei migranti.

DUE: sono ignoranti … hanno un basso titolo di studio, e sbagliano addirittura a sillabare i testi:

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/07/10/news/_prima_i_toscani_l_errore_di_sillabazione_dei_consiglieri_regionali_della_lega_in_toscana-230878861/ .

TRE: sono creduloni, e quindi facilmente manipolabili.

In definitiva, sono “peggiori”.

Ovviamente, non lo si dice sempre in modo esplicito, ma lo si deduce dal fatto che gli anti-salviniani sono comunque “migliori”, e con sfumatura addirittura “resistenziale”, “stanno dalla parte giusta”.

Del resto, ai leghisti si può dare del fascista (“fascioleghisti”), noncuranti del fatto che dentro la Resistenza, QUELLA VERA, c’erano partigiani apolitici, cattolici, liberali, monarchici, anti-comunisti.

Tutto fa brodo? Tutto torna utile, pur di dare una bordata all’avversario?

Non ne sarei sicuro: considerando che il PD è discendente di 5 partiti che, nella Prima Repubblica, superavano abbondantemente e regolarmente l’80% dei consensi (PCI, PSI, PSDI, PRI, DC), ed ora, compresi alleati e cespugli, viaggia malinconicamente al 30%, non serve aver frequentato né la scuola di partito del PCI (Frattocchie), né quella di Renzi (Leopolda, “si parva licet”), per accorgersi che il 50% in meno è finito, almeno in parte, nella Lega.

Analogo discorso per la CGIL, entro cui Lega e M5S sono rappresentatissimi.

Li si vuole riconquistare? … dandogli dell’inumano, dell’ignorante, del credulone, del “peggiore” e del fascista? … oltretutto, senza nessuna seria autocritica sulle motivazioni per cui sono stati spinti fuori dalla Sinistra e dal Centrosinistra?

Mah, facciano.

Siccome però stiamo parlando di metà dei votanti, o, per meglio dire, di ¾ degli italiani (compresi quindi i non votanti), stiamo parlando della “gente”, del “popolo”, e, in buona parte, del proletariato e del sottoproletariato.

E la gente non perdona. Puoi insultarla forbitamente (ma il senso, come abbiamo visto, è gravissimo), ma proprio perché “ignoranti”, non combatterà con un braccio legato dietro la schiena.

E risponderà.

A questo punto, scatta puntuale il vittimismo: dare dell’ignorante e del manipolato a qualcuno (del “coglione”, per intenderci) è evidentemente ordinaria amministrazione. Ma se una parte della gente comune risponde per le rime, è ovviamente sessista, diffamatrice e “odiatrice”. (Rispettate la gente, e nessuno vi odierà.)

Quello che ho scritto non ha nulla a che vedere con il merito delle singole posizioni di Salvini su donne, minori, famiglia, migranti, sicurezza, sviluppo economico: alcune saranno interessanti, altre molto meno, in buona parte dei casi ci si limiterà ad annusare il vento, e a prendere provvedimenti “popolari” (nel senso riduttivo di: “che piacciono al popolo”).

Sto parlando invece di comunicazione e costume, o, se mi consentite, di estetica applicata alla politica: per quanto mi riguarda, dare dell’inumano, dell’ignorante, del “manipolabile” (“coglione”, c’est plus facile) alla gente, NON CI STA!

(E comunque tutte queste inesauste ed ineasauribili energie argomentative dovrebbero essere magari destinate al caso di Bibbiano, uno dei più inquietanti nella storia della Repubblica.)

A questo proposito, vorrei concludere riportando per intero un post diventato “virale”, e ripreso nientedimeno che da Laura Boldrini, che, invece, i post dovrebbe produrli di suo pugno …

… o, meglio, dovrebbe produrre proposte, programmi, strategie e alleanze, invece di stringere in un abbraccio mortale qualsiasi organizzazione politica con cui entri in contatto.

Bene, questo post, scritto da un giovane che, grazie ad esso, è diventato popolare (non sto a indicare se si tratti di un effetto casuale o voluto) rappresenta tutto quello che detesto nella comunicazione attuale del Centrosinistra e della Sinistra, e ne emblematizza il suo declino irreversibile, a meno che …

… a meno che non succedano in futuro eventi che proverò a prevedere nel prossimo articolo di “Costume e Società”.

 

-Vi ha convinto a odiare prima l’Italia e il Sud.

A odiare i meridionali, i calabresi, i siciliani, i pugliesi, i napoletani.

A odiare gli italiani. A odiare la bandiera, a odiare la Festa dell’Unità, della Liberazione, della Repubblica. A odiare la Resistenza, i partigiani, la Costituzione.

Vi ha insegnato a odiare la nazionale di calcio e a odiare Roma.

Vi ha insegnato a odiare i rom.

Vi ha insegnato a odiare l’Europa Unita e i popoli europei.

Vi ha insegnato a odiare i francesi, i tedeschi, i maltesi.

Quindi vi ha insegnato a odiare la solidarietà, a odiare gli esseri umani. A milioni.

Vi ha insegnato a odiare gli africani, i mediorientali, i credenti in altre religioni. A odiare i poveri, a odiare i migranti: anche se gli italiani sono tra i popoli che migrano di più al mondo.

Vi ha insegnato a odiare le donne, indicandovene una nuova ogni giorno contro cui lanciarvi come cani senza più raziocinio.

Vi ha insegnato a odiare Gino Strada, colpevole d’aver dedicato la sua vita a costruire ospedali in stati dove lo Stato non c’è. Vi ha insegnato a odiare Camilleri colpevole di pensiero. A odiare qualunque artista, qualunque cantante, qualunque scrittore, qualunque attore colpevole di non essere suo fan.

Vi ha insegnato a odiare il successo degli altri. Vi ha insegnato a trasformare tutta la vostra invidia e frustrazione in suoi voti.

Vi ha insegnato a odiare chi è costretto a vivere sotto scorta perché ha avuto il coraggio di combattere la mafia, ma anche il coraggio di schierarsi contro di Lui.

Vi ha ha insegnato a odiare qualunque professionista, medico, infermiere, cuoco, mediatore, traduttore, psicologo colpevole di aver lavorato nel sistema dell’accoglienza e dell’asilo previsti dalla Costituzione italiana.

Vi ha insegnato a odiare la cultura, i professori, gli intellettuali.
Vi ha insegnato a odiare i numeri, i fatti, i documenti.

Vi ha insegnato a odiare i magistrati che non tradiscono la loro professione, che non tradiscono le leggi italiane, che non piegano le loro decisioni al Suo volere, seppur consapevoli del linciaggio cui Lui li sottoporrà sguinzagliando i suoi servi.

Vi ha insegnato a odiare le ONG, a odiare chi salva vite, a marchiarli come “complici dei trafficanti”, o come trafficanti.

Vi ha insegnato a odiare. Anche chi non avreste mai pensato di potere odiare, perché da sempre, da tutti, riconosciuti come coloro che fanno la cosa giusta.

E invece è arrivato lui. A lavarvi la coscienza. A dirvi che no, loro non sono migliori degli altri, migliori di voi. Anzi, sono peggiori di voi. Lo fanno solo per farvi sentire peggio. Fanno i soldi i ricconi, sotto sotto c’è qualcosa. Sono figli di papà. Tranquilli. Fidatevi. Altro che solidarietà. Criminali, sono criminali.

Voi state davanti al televisore a sbavare davanti al Grande Fratello, a negare l’altruismo, la solidarietà, la cultura. Che ci penso io a voi, a trasformare ciò che non riuscite o non vi va di fare in un vostro nemico. Da odiare.

E voi odiate. Perfino il Papa, perché colpevole di ricordarvi le parole del Cristo in cui credete. E che odiereste, come buonista e amico dei trafficanti, se fosse oggi qui.

E lui vi dice “Odiate”. Perché l’odio porta voti facili al potere. L’odio trasforma i popoli in bestie senza più ragione. L’odio distrae i popoli dai soldi che intanto spariscono, dalle promesse non mantenute, dalle bugie svelate, dai fallimenti che si inseguono.
E alla fine solo uno ci guadagna. Col guinzaglio in mano. Pronto ad aizzare il popolo contro il prossimo nemico.-

 

Gianfranco Domizi

Un pensiero riguardo “Matteo Salvini imperatore d’Italia

  • luglio 18, 2019 in 6:48 am
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    Secondo me sul 30% alla sinistra e alleati sei stato un po’ generoso. 😉

    Risposta

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