Gio. Lug 18th, 2024

Il silenzio, molto spesso, rappresenta il timore di esprimersi, l’insicurezza di muovere passi certi nel mondo; altre volte risuona della paura a sé, dell’ascolto della propria voce interiore. Ma se si riesce a fissare il burrone senza farsi prendere dal panico, allora si può trasformare questo momento di raccoglimento in risorsa, che può diventare forza interiore, sostegno che ti permette di andare avanti, giorno dopo giorno. Conoscere se stessi e ciò che ci ha plasmato – esperienze, sensazioni, ricordi, emozioni, incontri – ci consente di affrontare il futuro con piglio propositivo. Questo è il percorso che Ana Danca intraprende nel suo “La voce del silenzio”, un romanzo che racconta la vita, e che insegna l’importanza di saper ascoltare la Voce, quella che come un daimonion socratico ti urla dentro l’urgenza più cogente che esista: la necessità di saper vivere la propria vita.

Note d’autore

Ana Danca è nata in Romania, a Buruienesti e attualmente vive e lavora a Mantova. Diplomata in meteorologia ad Arad (RO) ha lavorato presso la Stazione Meteorologica di Tulnici, poi come insegnante supplente nella scuola media del paese nativo. Ha precedentemente pubblicato i romanzi “Come vuole la vita” (2016) e “Patrie interiori” (2018). Con quest’ultimo, edito sempre da Gilgamesh Edizioni, è stata premiata a Roma dall’Accademia di Romania per il suo progetto “Difendersi con la Cultura (Scrittura)” nel settembre del 2018. Lo stesso romanzo viene premiato con la Menzione di Merito al Concorso Letterario Nazionale “La felicità ritrovata” nel maggio del 2020 dal Comune di Riccione. “La voce del silenzio” rappresenta la conclusione del trittico ispirato ai concetti platonici di Bene, Verità e Bellezza.

Lucilla Corioni

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