E’ stato presentato a Salerno – Palazzo S Agostino, sede della Provincia, il libro edito da Giuseppe De Nicola “Il cammino di Padre Candido– Un Cappuccino sui generis all’Ospedale S Giovanni di Dio e Ruggì D ‘Aragona Salerno” scritto magistralmente da Nadia Farina.
L’opera, racconta sessantasei anni di dedizione e l’incredibile umanità del frate che ha cambiato il volto dell’Ospedale salernitano. A fare da corollario alla presentazione, un parterre d’eccezione che ha testimoniato l’impatto profondo del Frate sulla comunità salernitana. I saluti istituzionali e l’omaggio alla figura di Padre Candido sono stati affidati a: Arturo Iannelli, Presidente dell’Associazione “Angela Serra”; Luigi Memoli, Direttore Sanitario Aziendale f.f. dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.
La serata è stata magistralmente orchestrata dalla moderazione di Vanni Avallone, regista teatrale, che ha saputo dare ritmo e profondità all’incontro. Il cuore del dibattito ha visto il giornalista e scrittore Paolo Romano dialogare con l’autrice, scavando nelle pieghe di una vita dedicata al prossimo. Ad arricchire l’atmosfera, le intense letture dell’attrice Antonia Avallone, che ha dato voce e corpo alle parole del Frate.
Venerdì 8 Maggio 2026, la Sala Bottiglieri si è trasformata in uno scrigno di ricordi. Per un’ora e mezza, il pubblico ha respirato un’atmosfera di pura emozione, partecipando a un viaggio sensoriale e spirituale attraverso la lettura dei passi più significativi del libro.
La narrazione ha permesso di rivivere la vita del Frate, i suoi scritti e le sue opere monumentali, rendendo tangibile la sua eredità.
Tutto è stato sapientemente raccontato da Nadia Farina, la cui partecipazione emotiva ha trasportato gli ospiti in una dimensione surreale, un ponte perfetto tra passato e presente.
Grazie ai ricordi vivi condivisi dai familiari, da chi lo ha conosciuto direttamente , la figura di Padre Candido è apparsa più vicina che mai, non come un’icona distante, ma come un fratello, un amico e una guida.
Uno dei momenti più intensi dell’evento è stato l’intervento del fratello di Padre Candido. Con parole cariche di commozione, ha voluto ringraziare pubblicamente Nadia Farina per la fedeltà incrollabile nel custodire e diffondere il ricordo del suo amato fratello, celebrando un legame che il tempo non ha saputo scalfire.
Il libro è il ritratto di un uomo che per oltre sei decenni è stato il cuore pulsante dell’Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. Mentre curava gli animi di pazienti e medici, Padre Candido ha saputo costruire intorno a sé una comunità capace di guardare in faccia le fragilità umane con coraggio e speranza.
A rendere unico questo racconto è il legame profondo tra l’autrice e il Frate, un’amicizia nata quando Nadia era adolescente.
Tra le pagine emerge un rapporto quotidiano , tra l’artista e il Frate , fatta di riflessioni profonde e momenti di semplice compagnia; Nadia Farina ricorda con tenerezza un episodio emblematico: «Eravamo nell’appartamento di Padre Candido all’ultimo piano del Ruggi ed era ora di pranzo. Gli chiesi cosa potessimo mangiare e lui, con estrema naturalezza, mi invitò ad aprire il frigorifero.
Con sorpresa, non vi trovai nulla, se non una piccola pallina verde: una mozzarella ormai completamente ammuffita. Quando glielo feci notare esclamando: “Padre, ma è ammuffita!”, lui mi rispose con un sorriso candido: “Nadia, tu non puoi capire quanto bene faccia la muffa!”». Questo episodio, sospeso tra l’ironia e lo stoicismo, descrive perfettamente l’essenza di Padre Candido: un uomo totalmente distaccato dai beni materiali, capace di sorridere delle privazioni e di trovare il “buono” anche laddove gli altri vedevano solo uno scarto.
Con La preziosa prefazione del giornalista Rai , scrittore, Gianni Maritati, Il libro di Nadia Farina non è dunque solo una biografia, ma un invito a riscoprire l’essenziale e a imparare, come ha fatto il Frate per 66 anni, ad accettare con amore ogni sfumatura della vita. Scrive l’autrice:” Cercherò di raccontare i libri con la foto, la data di pubblicazione, la finalità, la trama, trascriverò con pazienza ogni sua prefazione o come amava dire: presentazione, gioiello di sintesi, e non ultimo, estrapolerò alcuni passi in cui si evidenziano il carattere, la personalità e gli interessi di padre Candido. Un padre Candido inedito, un padre Candido agricoltore, architetto, ambientalista, un testimone del tempo, nei luoghi, delle persone, un sacerdote ,un frate. […] un meraviglioso bagno di conoscenza e la scelta che sono costretta a fare tra i tanti passi dei suoi libri, è una scelta difficile, come quando vai in una pasticceria e hai fame, e non sai che dolce scegliere, perché tutti sono buoni, attraenti, bellissimi. Ecco, adesso lo so, i libri di padre Candido sono la mia pasticceria in cui entro con affetto, complicità e rispetto, stando attenta a non spargere zucchero sul pavimento.” Ho avuto l’onore di essere presente a questa presentazione e di poter godere di un momento di così alta intensità umana. È raro assistere a incontri dove la parola scritta si trasforma in carne e spirito in modo così tangibile. Con tutta l’emozione che ho raccolto durante l’evento, sento il bisogno di restituire ciò che ho provato: la sensazione di aver incontrato, attraverso il racconto di Nadia, un uomo che ha saputo rendere straordinario l’ordinario e che continua, anche oggi, a insegnarci il valore dell’essenziale.
Poiché nessuna parola, nessun evento era stato voluto da padre Candido, senza una finalità benefica, l’autrice e l’editore, per non essere da meno, hanno deciso di evolvere i proventi derivanti da questo libro a Brio Housing, progetto dedicato all’autonomia e all’indipendenza di giovani adulti autistici e delle loro famiglie.
Rosa Ruggiero