Sab. Giu 13th, 2026

La ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
[…]
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Questi versi sono tratti dalla poesia “La ballata delle donne” di Edoardo Sanguineti (1930-2010). Il testo poetico è stato pubblicato nella raccolta “Senzatitolo” del 1992. Sanguineti è stato poeta, scrittore, drammaturgo e critico letterario. E’ stato uno dei principali esponenti della Neoavanguardia Letteraria italiana (Gruppo 63). Pasolini, in un suo articolo su “Il Punto”, definì la raccolta Laborintus un tipico prodotto del Neorealismo post-ermetico. La sua destrutturazione del linguaggio col tempo si attenuò per recuperare le cose autentiche del reale e del vissuto e lo stile si fece più discorsivo e comunicativo. Il linguaggio giocava su un registro parodico-ironico. La sua Poesia assumeva così un carattere colloquiale, quasi crepuscolare. Ma perché ho scelto questa poesia per accostarla alla magnifica opera di Gustav Klimt: “Le tre età delle donne”? E’ stato un azzardo, devo ammetterlo, ma a me piacciono le scommesse impossibili. I due autori operano in ambiti, epoche e stili diversi, eppure se si va in profondità emergono elementi comuni quali: la dissoluzione del soggetto, l’erotismo come forza vitale e l’estetica della frammentazione. Ma qual è l’argomento di cui si vuole parlare? La donna, nell’Arte naturalmente. In tutte le sue sfaccettature. In tutte le sue età. Dalla gloria della giovinezza al crepuscolo.
In verità tutto è partito da alcune riflessioni che ho iniziato a fare partendo dall’immagine dell’opera pittorica di Klimt, artista a me caro, ed essendo una che ama la Poesia, ho iniziato ad accostare immagini e versi. Parole e colori. E che colori! Pennellate d’oro. Diceva il nostro artista: “Chi sa vedere le cose belle è perché ha la bellezza dentro di sé”. Bellezza
ed erotismo. Tutta la sua opera pittorica ne è intrisa. Come certamente si sa, Klimt (1862-1918) è stato il pittore più significativo della Secessione Viennese. Nel 1897 fondò insieme a 19 artisti la Wiener Secession . Il loro progetto era quello di portare l’Arte al di fuori della tradizione accademica e traghettarla verso una rinascita artistica di tutte le arti e i mestieri. Il simbolo era la Pallade Atena, dea della saggezza, che Klimt raffigurò in una sua splendida opera.
Nel 1903 Klimt si recò a Bisanzio e fu colpito visivamente dallo sfarzo dei mosaici e dalla rappresentazione bidimensionale delle figure. La ricchezza gloriosa di quei mosaici ispirò la sua pittura e iniziò il Periodo dell’Oro. A questo si ascrivono le sue opere più conosciute: Giuditta, Il ritratto di Adele, Il bacio e molte altre, tra cui Le tre età della donna. Questo periodo si concluse nel 1909 per dare l’avvio al periodo maturo con cromie più scure e forti.
Ma torniamo al nostro dipinto, che è un’allegoria della vita. La donna viene rappresentata attraverso le tre età : l’innocenza della bambina, la giovinezza fertile e vitale della donna, il declino fisico inevitabile della tarda età. Quest’opera unisce il realismo anatomico al decorativismo bizantino. Sullo stesso tema Munch fa un dipinto simile,”La danza della vita”, ma col suo stile scarno e drammatico.
Klimt sembra racchiudere le figure delle tre donne in un bozzolo. Simbolo dello spazio vitale universale e atemporale. Eros e Thanatos danzano tra fiori e oro, tra chiari e scuri, La sensualità della giovinezza (Eros) si contrappone alla decadenza della vecchiaia (Thanatos). Non va però inteso tragicamente. Qui è narrato il flusso ininterrotto della vita. Il ciclo vitale che si chiude e conclude.
Mi piace concludere questo mio articolo con i versi di un altro poeta a me caro. Più caro. Rainer Maria Rilke. La sua intima spiritualità mi riempie il cuore.


Volto di donna, nel suo sonno
chiusa, sembra cullata
da qualche suono segreto
che tutta la riempie.
Dal suo corpo sonoro, addormentato,
ella trae la gioia
d´essere un tenero rumore
agli occhi del silenzio
.
 
Anna bruna Gigliotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *