Lun. Mag 11th, 2026

Quando, talor, frattanto,

giammai, piuttosto, alquanto,

come, perché, bensì :

ecco, repente, altronde,

quasi, eziandio, perciò,

anzi, altresì, laonde,

purtroppo, invan, però.

Ma, se, infin, mediante,

quantunque, nonostante,

conciossiacosaché !

In un gioco semiserio, usando gli avverbi, Pietro Coccoluto Ferrigni, nato a Livorno nel 1836 e morto a Firenze nel 1895,  e meglio conosciuto con lo pseudonimo di  Yorick figlio di Yorick, omaggio al personaggio alter ego di Laurence Sterne, che usava firmarsi Yorick, ha scritto quella che potrebbe essere una filastrocca per bambini, che era invece, per gli adulti del tempo per la maggior parte analfabeti. Parlare di sostantivi, aggettivi, verbi e coniugazioni, era già complicato, figurarsi poi, gli avverbi. Una filastrocca ne avrebbe abituato l’uso con il ritmo orecchiabile. Fa sorridere oggi, uno schema didascalico che li racconta tutti, gli avverbi, e può sembrare strano che la lingua italiana ne abbia tanti e per le più svariate occasioni.

Bisogna ricordare che grandi passi sono stati fatti per la conoscenza della lingua italiana, allo stato attuale, gli analfabeti sono meno dello 0, 5%. L’istruzione elementare, diventata obbligatoria dopo la fine della Prima guerra mondiale, infatti, ha aiutato l’evoluzione della nostra lingua. Basti pensare che nel 1926, un secolo fa, quindi, solo un quarto della popolazione sapeva leggere e scrivere e molti giovani solo i più istruiti poterono sottoscrivere l’atto di matrimonio.  Prerogativa di molti, forse troppi, oggi vi sono ancora molti analfabeti, un qualcosa di diverso però, dal classico analfabetismo: Gli analfabeti funzionali.  In base ad una ricerca dell’Unesco, che definisce dal 1984:  l’analfabetismo funzionale come «la condizione di una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità» . L’analfabetismo funzionale è quindi in sintesi, l’incapacità attiva di fruire delle informazioni che la vita quotidiana ci offre, attraverso la lettura la scrittura ed il calcolo, per comprendere la società contemporanea ed il viaggio interiore che ciascuno,  dovrebbe potere e saper fare, al fine di ridurre i danni causati dai molti mali che ci attraversano, frutto proprio di questa “disfunzione” è rendere la libertà che nasce dal discernimento.

Nadia Farina

La foto è tratta dal libro: “Le leggi del discorso” (1957)

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