Lun. Mag 11th, 2026

E’ uscito da pochi giorni il nuovo video della band catanese hi•ku, che anticipa l’uscita dell’ep a breve.

Guarda il video: https://youtu.be/UFvnSEzU–0

Winter Moon è il brano che identifica meglio il loro lavoro e il loro sound.

L’infinita lotta che ogni giorno facciamo alla ricerca di quelle sensazioni che ci rendono vivi, la consapevolezza di respingerle per cercare qualcosa che non ci serve, ma che non riusciamo a smettere di desiderare.

Sovrastati dalla tecnologia che rende tutto più semplice, ma non può e non potrà mai donare la piacevolezza di un improvviso raggio di sole sulle pelle quando abbiamo freddo, o di un ricordo sbiadito e mutevole che per motivi illogici ci indica la strada del nostro intero percorso.

hi•ku produce musica con le macchine, ma si ostina a cercare sensazioni.

Struttura complessa, melodia semplice. 

Il video è un gioco di paradossi.

Prodotto interamente attraverso l’I.A. con l’idea di proporre un finto ending di un anime che non è mai esistito ma che sembra esistente perché la macchina riesce a combinarli tutti. 

Potrebbe essere l’opera anime definitiva, ma non può esserlo, dato che ad essa non è collegato nessun ricordo di noi da bambini, della casa in cui li guardavamo, dello stupore, della condivisione.

Il paradosso di opere che circa 40 anni fa ipotizzavano un futuro distopico, mettendoci in guardia, invitandoci a restare umani. Oggi che quel futuro è arrivato siamo quasi diventati macchine dimenticandoci di cogliere l’invito.

Abbiamo i tatuaggi di Ghost in the shell, idolatriamo opere come Akira ed Evangelion, eppure abbiamo dimenticato di cogliere l’invito.

“Rippling waves

And the scent of wind

Colder than this snow

In the winter moon”

Le lyric del brano traggono ispirazione dai più famosi haiku giapponesi, riproponendo immagini sfuggenti e malinconiche di ricordi mai sopiti, che da un lato fanno ancora sognare, dall’altro generano tristezza per l’incessante passare del tempo.

Il suono elettronico del beat (prodotto da Phunkadelica) cede spazio nel ritornello ad un haiku evocativo fatto solo di voci ed echi lontani che si rifrangono in una sera invernale illuminata soltanto dalla luna piena.

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