Nel numero del 15 febbraio scorso noi de www.lintelligente.it abbiamo parlato dei PFAS, i cosiddetti inquinanti eterni. Nell’articolo abbiamo sottolineato la pericolosità di questi prodotti e abbiamo denunciato il giro d’affari creato dalle pochissime aziende produttrici. Infine abbiamo segnalato che a cause l’uso di PFAS da parte di alcune aziende venete, molti territori nella provincia di Verona, Padova e Vicenza sono contaminati in misura preoccupante da queste sostanze altamente tossiche. Ricordiamo che i PFAS sono sostanze chimiche che vengono utilizzate in prodotti di largo uso tra cui i tessuti impermeabili (nylon e il Gore-Tex) pantaloni da yoga, tappeti, shampoo, prodotti per l’igiene femminile, schermi di telefoni cellulari, vernice, mobili, adesivi, imballaggi alimentari, schiuma antincendio e isolamento di cavi elettrici. I PFAS si trovano perfino nell’industria cosmetica come in alcuni tipi di rossetto, maschera, fondotinta, fard, balsamo per le labbra e smalto per le unghie.
Purtroppo, però, le brutte notizie non finiscono qui. La denuncia stavolta arriva da GREENPEACE. La nota organizzazione ambientalista, ha infatti fatto analizzare 16 bottiglie di acqua minerale appartenenti agli 8 marchi più diffusi in Italia e cioè: Ferrarelle, Levissima, Panna, Rocchetta, San Benedetto, San Pellegrino, Sant’Anna e Uliveto, i risultati sono stati a dir poco sconvolgenti. Nei campioni di Levissima, Panna, Rocchetta, San Pellegrino, Sant’Anna e Uliveto è stato rilevato il TFA, l’acido trifluoroacetico, il PFAS più diffuso al mondo.
Il campione che ha fatto registrare il valore più elevato di TFA è quello dell’acqua Panna, (700ng/l). Dal campione del marchio Levissima, invece, ci fa sapere GREENPACE, il valore di questo elemento tossico è di 570 ng/l mentre quello di acqua Sant’Anna (440 ng/l).
Ma non è tutto! Greenpeace ci ha anche messi al corrente che tra settembre e ottobre 2024, grazie alla spedizione denominata “Acque senza veleni” ha verificato la contaminazione dei PFAS in 260 fontane pubbliche per un totale di 235 comuni monitorando 58 sostanze tossiche e ha scoperto che in 206 campioni su 260 analizzati, è stata trovata almeno una delle 58 sostanze PFAS monitorate. Ciò significa che il 79% dei campioni di acqua potabile risulta contaminato e solo in 54 campioni (21%), non è stata registrata la presenza di alcun PFAS.
Ne è emerso dunque un quadro tutt’altro che rassicurante, non ci resta altro da fare che chiedere a gran voce ai governi di tutto il mondo di bandire queste sostanze considerate “eternamente” tossiche.
Antimo Pappadia