“ Andrò dal re, anche se ciò è contro la legge e, se devo perire, perirò”.
“ Chi sa che tu non sia giunta al regno proprio per una circostanza come questa?”
( Ester 4)
“Se ho trovato grazia agli occhi del re, mi siano donate la vita secondo la mia richiesta e la vita del mio popolo secondo la mia domanda”( Ester 7)
“ Per i Giudei vi fu luce, letizia, esultanza, onore.” ( Ester 8)
Questi passaggi testuali, appartengono alla Megilat Ester, cioè al Libro di Ester e vengono letti nella ricorrenza del Carnevale ebraico (Purim) che quest’anno si festeggia il 3 marzo.
In verità non esiste un rotolo originale del Libro di Ester. Ci sono alcune versioni frammentarie in greco, ma nulla che risalga all’epoca della narrazione.
E’ molto probabile che la storia abbia una base di verità storica che nel tempo si è arricchita di elementi simbolici e letterari. La festività comunque celebra, oggi come nel passato, la speranza e la liberazione.
Il rotolo di Ester probabilmente risale a un periodo compreso tra la fine del V secolo e il III sec. a. C.
Si tratta di un manoscritto scritto su pergamena o papiro, arrotolato su un cilindro, che veniva srotolato durante la lettura.
Il rotolo di Ester non esiste in una sola copia, ma sono conservati numerosi esemplari. Una delle più antiche si trova nella Biblioteca Nazionale di Israele. Altre alla British Library e alla Magnes Collection in California.
Certo che ci impressiona che in concomitanza con quest’eveto religioso, ci sia stato l’attacco USA all’Iran col coinvolgimento di Israele. Il potere suggestivo di una storia che ci viene dal passato sembra rammentarci che forse una mediazione sarebbe necessaria. Un tempo una voce femminile sfidò il potere e vinse. Certo, a lasciarci le penne fu il “cattivo Haman”. Oggi non sarà un uomo solo a pagare ma un popolo che soffrirà e pagherà per i soliti giochi di potere. Le macerie in Palestina sono ancora terribilmente fresche di cronaca e già un altro scenario si apre su altri violenti eventi di guerra.
Ma torniamo alla nostra narrazione che mi ha permesso di aprire tanti interrogativi.
Ecco la storia di Ester, di cui abbiamo riportato in apertura dell’articolo alcuni passaggi:
Tanti anni fa, nel V sec. a.C. a Susa, capitale della Persia, governava Assuero ( Serse). Egli era un re potentissimo che dominava su centonovanta province dall’India fino all’Etiopia. Per festeggiare il terzo anniversario del suo regno, organizzò un banchetto della durata di sei mesi, ma sua moglie Vashtì non volle partecipare. A causa del suo rifiuto fu ripudiata.
Assuero allora cercò una nuova moglie e, tra le più belle ragazze portate a palazzo, scelse Ester, un’orfana ebrea cresciuta dallo zio Mordechai che le consigliò di non rivelare al re la sua appartenenza religiosa.
Un giorno, lo zio della fanciulla scoprì una congiura ai danni del re e gli salvò la vita. Haman, consigliere del re, voleva che tutti si inginocchiassero davanti a lui, ma al rifiuto di Mordechai, che riconosceva solo il potere del proprio Dio, chiese al re di uccidere tutti gli ebrei. Il giorno dello sterminio si sarebbe tirato a sorte (pur). Il giorno destinato era il 13 del mese di Adar ( marzo).
Mordechai allora chiese aiuto a Ester perché intercedesse col re.
La fanciulla era spaventata e incerta perché nessuno, neanche sua moglie, poteva presentarsi davanti al re senza essere prima invitato. Mordechai la convinse, dicendole che Dio l’aveva scelta per la loro salvezza. Ester radunò tutti gli ebrei e insieme digiunarono per tre giorni, al termine dei quali avrebbe incontrato il re.
Assuero ricevette sua moglie e accettò la sua proposta di organizzare un banchetto, invitando anche Hamàn. Le cose si complicarono quando Zaresh, moglie di Haman, chiese al re di impiccare Mordechai. Il re però si ricordò che Mordechai gli aveva salvato la vita e quindi lo graziò.
Quando il banchetto fu allestito, Ester rivelò al re la sua identità e svelò i piani di Haman. Il cattivo consigliere fu impiccato e Mordechai fu nominato consigliere del re al suo posto.
Da allora il 13 di Adar si pratica il digiuno per onorare la regina Ester che in quel giorno aveva fatto penitenza per chiedere a Dio di salvare il popolo ebraico.
I giorni 14 e 15 di Adar sono giorni di festa. La festa di Purim che in ebraico significa Sorti. Secondo le antiche disposizioni di Mordechai, in tutte le seguenti generazioni a venire, bisognava fare lettura della Megilat Ester( il rotolo di Ester), fare un banchetto, mandare dei Mishloah Manot (porzioni di cibo da inviare) e fare regali l’un l’altro.
Oggi il Purim è un giorno dedicato all’allegria. Si assiste alla lettura della Migilat nel Tempio, si partecipa al banchetto, si mangia e si beve in compagnia e si fanno doni ai meno fortunati.
Ci si maschera anche, per ricordare il ribaltamento delle sorti. La festa è anche conosciuta come Carnevale ebraico. I dolci tipici sono dei biscotti di pasta frolla chiamati “orecchie di Haman”.
La Megilat Ester deve essere letta sia la sera del 13 che la mattina del 14 di Adar e la lettura viene accompagnata dal frastuono di uno strumento chiamato Raashan, ogni volta che si pronuncia il nome di Haman.
Una storia bella ma crudele. Fatta di dominio, sottomissione, odio e perdono.
Come ieri. Come oggi. L’umanità mai come ora mi appare così fragile e in balia della tempesta.
Anna Bruna Gigliotti