Tutto cominciò, forse, quel giorno che non era un giorno, che Eva porse la mela ad Adamo, o forse, perché
siamo figli di Caino e Abele, o forse ancora, quando Pandora, presa da gelosa e insana curiosità, volle
vedere cosa c’era in quel vaso che Zeus le aveva affidato con il divieto di aprirlo.
E forse, fu l’inizio di tutti i mali. A stento Pandora riuscì a chiudere il coperchio lasciando sul fondo soltanto
la Speranza, unica àncora dell’uomo dinnanzi ai mali del mondo. Non poté però fermare guerre, rivalità,
malattie, pandemie, cataclismi, alluvioni, terremoti, eruzioni e tutto quello che di male si riversò sulla Terra
che si inginocchiò per chiedere aiuto al Cielo.
L’uomo si trovò inerme dinanzi agli elementi che si scatenarono: la forza e l’urlo del mare, l’urlo della terra
e il fuoco dei vulcani ma credendosi più forte, non li ascoltò. Creò ponti e li distrusse, alzò muri che lo
divisero dagli altri uomini, reti che li imprigionarono, incendiò città, le bombardò seppellendo sotto le
macerie altri uomini, fece le guerre costringendo a fuggire, a morire di fame, gli scoppi si ripeterono e fu il
caos, fece brillare le bombe atomiche negli oceani, distruggendo la fauna e la flora sottomarina, il
Mediterraneo diventò un campo di battaglie e un cimitero. La pioggia imperversò sulla terra, la siccità fece
impallidire anche il sole e bruciò i covoni di grano. Mandò nello spazio tanti razzi a fare concorrenza alle
stelle, inquinò fiumi e mari, segò gli alberi togliendo a loro e all’umanità, il respiro. E tanto altro fece
Pandora, piccola incosciente e improvvida creatura, scoperchiando quel vaso, ma l’uomo convinto di
cadere sempre in piedi, non si accorse che stava distruggendo il pianeta. Non ascoltò l’urlo del mare, le grida
della terra, non volle vedere le madri che piangevano sotto i cipressi avvolte dallo spettro della guerra, non
imparò la lezione di Superman che riuscì a trovare persa nella galassia la piccola città di Kandor, del
pianeta Kripton, prima che esplodesse e la mise sotto una campana di vetro. Unico residuo di un mondo
sopravvissuto. Non ascoltò i messaggi di Atlandide che scomparve senza mai più essere trovata.
Glielo avevano detto che la storia si ripete, ma sperò che ci fosse ancora un futuro e non doverlo declinare
al passato, quando nella partita tra chi comanda nella stanza dei bottoni e chi diffonde la saggezza nata
dalla cultura, vincessero i libri rendendo l’uomo onesto e trasparente, padrone del mondo.
Pensò allora di rifugiarsi a Shangrilla il paradiso perduto in cui il tempo si è fermato, ma non a lungo, perché
l’uomo per sentirsi vivo e vitale pare debba attraversare la Vita con tutti i suoi mali. Nonostante tutto, un
uomo rimane un uomo e il Coraggio che si dà, prende per mano la paura e la protegge e gli regala la
Speranza.
Nadia Farina
(La foto è di un’opera di Nadia Farina: -Il vaso di Pandora-)