Sab. Dic 3rd, 2022

Oggi 14 maggio è il giorno di mobilitazione nazionale contro il DDL concorrenza, per cui amministratori locali reggiani ed ex amministratori sottoscrivono, con altri cittadini, il documento allegato. E’ stato stilato un documento firmato da amministratori e cittadini, argomentando le motivazioni per cui non condividono la linea dell’attuale Governo.

Si segnala che anche consigli regionali del Veneto e del Friuli VG hanno preso posizione in merito, mentre nella nostra provincia la miopia di diversi sindaci li porta a non esprimersi su un fatto così rilevante da ridurre in poco tempo i Comuni a banali stazioni appaltanti.

Il governo Draghi ha predisposto il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato, che è in fase di esame in Parlamento.  Si tratta di un documento dove trionfa il “tutto è merce”: acqua, energia, rifiuti, trasporto pubblico locale, sanità, servizi sociali e culturali: tutto va gestito con le logiche del mercato e del profitto.  Si viola così anche la volontà popolare espressa con i referendum del 2011 di abrogazione dell'”adeguata remunerazione” del capitali investito nella determinazione della tariffa de servizio idrico integrato e delle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

L’obbligo fattuale di mettere a gara i servizi pubblici espropria i Comuni di un ruolo fondamentale di autonomia amministrativa, tutelato dalla Costituzione.

Si tratta di un attacco aggiuntivo a quello già in effettuazione con il progetto di Legge sull’autonomia regionale differenziata, autonomia rivendicata anche dal sistema Bonaccini e dalla maggioranza che lo sostiene, mirato a espropriare le comunità locali della gestione dei servizi pubblici che si vogliono ridurre a fonti di lucro privato  e dunque aggredisce la medesima democrazia di prossimità demolendo la storica funzione pubblica e sociale dei comuni.

Nella sempre più drammatica crisi climatica si ignora la necessità di tutelare le risorse ambientali nell’interesse collettivo per favorire, viceversa, gli interessi meramente speculativi delle oligarchie finanziarie.  La disastrosa gestione della pandemia, il risorgere di gravi tensioni internazionali e la corsa al riarmo, l’inflazione, il carovita e possibili razionamenti segnano un drastico peggioramento delle condizioni di vita dei popoli e dimostrano quanto sia nefasto un modello di società basato sul profitto.

Necessita più che mai un modello diverso, antioligarchico e popolare, vocato alla partecipazione democratica dei cittadini e fondato sulla gestione pubblica, quindi non lucrativa, di tutti i servizi essenziali.

Occorre fermare la deriva liberista in materia di sanità, servizi sociali, trasporti, rifiuti, energia, servizio idrico e quant’altro, stralciare dal DDL 2469 mercato e concorrenza 2021 l’articolo 6 che accelera tale deriva e avviare nel paese una seria riflessione sulla gestione dei servizi pubblici.

Va parimenti intrapresa ogni opportuna azione di rafforzamento del potere di pianificazione territoriale in capo agli enti locali, in coerenza al ruolo indicato in Costituzione e riconfermato in numerose sentenze della giustizia amministrativa.

Vanno richiamati a tal proposito anche gli emendamenti organizzati presentati all’art. 19 del medesimo DDL 2469, volti a smantellare il ruolo costituzionalmente rilevante dei comuni nel governo del territorio e nella tutela del paesaggio nonché il sistema di tutela della salute dall’inquinamento elettromagnetico, annullando prerogative e competenze fondamentali dei comuni stessi in materia di regolamentazione e pianificazione. Tali emendamenti vanno ritirati, dichiarati inammissibili o comunque cassati e ci si appella alle rappresentanze parlamentari di tutte le forze politiche affinché vogliano, col proprio voto, operare concretamente in tal senso.

Il presente documento viene trasmesso ai presidenti, agli uffici di presidenza e ai capigruppo di Camera e Senato, ai parlamentari nazionali eletti nel territorio della regione Emilia-Romagna e all’ANCI.

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