Dom. Dic 5th, 2021

Prima di farci accoltellare a vicenda sul green pass, chissà se qualcuno lo ricorda, ci hanno fatto sbranare sul ddl Zan. Dicevano fosse urgentissimo approvarlo. E soprattutto, una questione di civiltà, approvarlo senza modifiche.

Poi però hanno deciso di aspettare, ché anche le urgenze diventano meno urgenti quando ci sia avvicina alle elezioni. Ma, ora che il ddl della civiltà torna in aula, si sono accorti che, sorpresa, se vogliono approvarlo c’è bisogno di modifiche.

Sarà sicuramente meno civile, ma anche in politica meglio un uovo certo oggi di una gallina disossata domani.

Tocca quindi mediare con tutte le forze politiche che hanno proposto modifiche ed emendamenti, e che fino a ieri erano additate come elemento di derive omofobiche, transfobiche, sicuramente pendio scivoloso verso la barbarie.

Almeno uno si aspetta che a compiere la mediazione mandino uno bravo, un pontiere, un diplomatico.

E chi manda invece Letta? Zan, l’autore del ddl, ovviamente primo tifoso sfegatato del ddl e di sé stesso. Il segretario del Pd vuole forse insegnare, attraverso queste forche caudine, l’arte del compromesso parlamentare a uno che fino a ieri si è poggiato a Fedez? Oppure in fondo Letta spera, persino più della destra, che alla fine del ddl sia affossato?

Intanto vediamo cosa combina Zan, se riuscirà a costruire ponti. O almeno a lanciare o raccogliere liane per salvare il ddl. Chiamiamolo Tar-Zan.

Alessandro Porcelluzzi

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