Una favola di Nadia Farina

  • Nonna, come si diventa grandi?
  • Bambini miei, rispose la nonna, adesso vi racconto una storia:

C’era una volta una bambina che decise di affrontare il bosco che vedeva tutte le mattine dalla finestra della sua camera e affrontare era la parola giusta perché quegli alberi alti ed il fogliame fitto, non lasciavano penetrare la luce, ma la bambina era molto curiosa e seppure spaventata, entrò.

La avvolsero le ombre dei tronchi, dovette difendersi dalle catene che cadevano dai rami, che temeva potessero imprigionarla, la osservavano mille occhi o era lei ad immaginarlo…  Fatto sta che c’era di che avere paura, ma la curiosità era più forte della paura e la invitava a proseguire. Per fortuna che ogni tanto, a farle coraggio, tra le foglie si apriva un istante di luce che le dava un po’ di respiro.

Mentre camminava sulle sterpaglie che facevano grande rumore sotto le sue scarpette, sentì una voce potente:

  • Non temere, sono il Re del bosco, ti tengo una mano sulla testa che ti proteggerà dalle tante insidie che troverai sul tuo cammino.
  •  Perché vuoi aiutarmi? Io non ti conosco e tu non mi conosci.
  • Perché non tutti hanno il coraggio di entrare nel bosco e tu lo hai avuto, quindi meriti un premio.
  • Un premio?
  • Cammina cammina… troverai un albero cavo, più grande di tutti gli altri. Io ti aiuterò a diventare piccola per poterci entrare.
  • Perché?
  • Perché in quell’albero gli gnomi hanno nascosto un tesoro e se tu sarai capace di farti strada tra le sue radici, alla fine lo troverai.
  • Diventerò ricca?
  • Ci sono molti modi di diventare ricchi- Tu intanto, comincia a camminare.

La bambina, meno intimorita ma sempre più curiosa, si avventurò tra le radici vecchie e contorte, camminò, scivolò, per farsi coraggio cantò e improvvisamente davanti ai suoi occhi apparve una grotta. Al centro, sospeso nell’aria, un forziere. In quell’aria si tuffò, volteggiò, trascinò il forziere incredibilmente leggero, verso la terra. Timidamente lo aprì e in un istante fu travolta e poi avvolta da milioni di parole che la circondarono, la attorniarono,  la penetrarono, l’accarezzarono, ma solo una,  LIBERTA’, scritta su una bandiera con i colori dell’arcobaleno, si posò sul capo e le coprì i capelli a mo’ di foulard.

La voce del Re del bosco si fece risentire: Adesso esci, e vai a scalare le montagne!

La bambina uscì all’aperto, il bosco era scomparso. Davanti a lei altissime cime che come sentinelle giganti la invitavano a salire. L’aspettavano due cavalli, lei scelse quello bianco   cominciò a salire a salire, poi il cavallo si rifiutò di proseguire e lei chiese aiuto ad un’aquila per volare lassù, sulle cime della montagna. L’aquila le disse che doveva togliersi tutti gli abiti che erano pesanti. Alle sue reticenze, disse che l’avrebbe avvolta in un ventaglio di piume e poi volando,  l’avrebbe condotta sulle cime in un bicchiere di cristallo.

  • Si romperà !- disse-
  • Non succederà! –  Il cristallo è forte e la sua trasparenza ti aiuterà a vedere i pericoli – Le rispose una voce

Quando entrò nel bicchiere di cristallo, solo allora, si guardò.

Un giorno era entrata nel bosco e senza rendersene conto aveva viaggiato nel tempo: Era diventata grande. Era diventata ricca!  Aveva imparato a liberarsi delle catene, a non curarsi degli sguardi altrui, a togliersi di dosso ogni cosa inutile vestendosi di leggerezza e con un veicolo trasparente aveva potuto volare sul mondo con il tesoro che gli gnomi le avevano regalato: Non monete d’oro o gemme preziose, ma la libertà del pensiero e il magico mondo delle parole.

  • Bambini miei – Disse la nonna- La favola è finita ma è così che si diventa grandi.

 

Nadia Farina  (L’opera nella foto è di Nadia Farina)

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Antimo Pappadia Direttore responsabile.

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