Il peggiore difetto dell’essere umano ce l’hanno i maschi!

In questa rubrica ho spesso affrontato il tema delle diversità che contraddistinguono l’universo femminile da quello maschile. Abbiamo più volte visto come le differenze tra i due sessi possono essere all’origine di malintesi e come talvolta l’astio che ne scaturisce può mettere a rischio perfino le relazioni più solide. Tuttavia, anche in riferimento alla mia esperienza professionale, non ho mai parlato di difetti, ma sempre di specificità legate all’appartenenza di genere.

Oggi farò un’eccezione!

Citerò alcuni tra quelli che secondo me sono i due difetti più comuni che appartengono all’uno e all’altro sesso.

Uno dei difetti tradizionalmente legato all’universo maschile è che, fatta eccezione per il periodo dell’innamoramento, l’uomo fa molta fatica ad esprimere in modo diretto i sentimenti che prova. Il maschio tende a dimostrare il suo amore per il partner attraverso una modalità del fare.

Il bene, la tenerezza, l’affetto, l’uomo li esprime facendo qualcosa di ordine pratico e di utile per la casa come ad esempio aggiustare un elettrodomestico, cambiare una lampadina o montare un mobile. Tale comportamento irrita notevolmente il gentil sesso che vede in questi atteggiamenti dei diversivi per evitare lo scambio emozionale. “Il fare” che nell’uomo sostituisce “l’esprimere”  fa scattare nella donna il più comune dei suoi difetti, e cioè quello di “tirare frecciatine” che comunicano il proprio senso di insoddisfazione unito in un contesto di incomprensibile biasimo.

Naturalmente l’uomo, che ha un’organizzazione cognitivo-emozionale molto più semplice di quella femminile, pur cogliendo il malessere della partner non riesce a capire il motivo dell’astio e si sente frustrato. Invece di cambiare atteggiamento però, l’uomo persevera o talvolta addirittura incrementa le sue espressioni amorose attraverso la modalità del fare. In questi casi l’uomo essendo generalmente meno empatico di una donna non comprenderà mai che due parole magiche come “Ti amo” o un semplice abbraccio valgono più di ogni cosa e pertanto la situazione resta in stallo.

Un altro difetto tipicamente femminile è che la donna ha l’erronea convinzione di riuscire a cambiare un uomo. Questo accade perché le donne sono vittime della loro stessa onnipotenza, un’onnipotenza che nasce dal fatto che la natura, il miracolo della creazione (come ci ricorda anche il grande filosofo U. Galimberti) l’ha affidato al sesso femminile e non al maschio. La donna però ignora che, pur essendo dotata del potere più grande dell’universo, cioè quello di generare la vita, non avrà mai (se non in qualche caso sporadico) la possibilità di cambiare un uomo, anche perché questa resta sicuramente tra le imprese più ardue che una persona possa mai provare a realizzare. Qualsiasi forma di cambiamento rappresenta un’operazione estremamente complessa. Modificare una persona, anche solo in senso migliorativo, è possibile, ma servono molto impegno, una motivazione importante e una consapevolezza profonda. Il processo di cambiamento richiede di disimparare e di riapprendere, abbandonare vecchie abitudini e riorganizzare un diverso processo mentale nell’affrontare il mondo. Per maschi tale operazione risulta ancora più difficile  perché questi, pur avendo una struttura psichica piuttosto elementare, hanno un’organizzazione mentale molto strutturata.

Visto che fino ad ora ho sottolineato due importanti mancanze femminili e solo una maschile, ora pareggerò il conto; purtroppo però questo difetto maschile va ben oltre l’umana imperfezione, anche perché spesso si trasforma in tragedia.

A molti maschi, non a tutti naturalmente, manca il concetto di alterità. Vedono in una donna qualcuno, anzi, talvolta perfino qualcosa da possedere, una sorta di estensione di sé stessi da cui trarre piacere e soddisfazione; il maschio fa fatica a percepire la sua compagna come una figura completamente indipendente e staccata da loro e dalle loro esigenze. Il sentimento di possesso è congenito nella natura maschile. Quando viene ferito, l’uomo prova impulsi di aggressività che, in soggetti costituzionalmente violenti o psicologicamente fragili, possono generare immani tragedie.

In considerazione del fatto che mercoledì 25 novembre sarà la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le donne, mi sembra opportuno ricordare che tra tutti i difetti presenti nell’essere umano, quello della violenza sulle donne è sicuramente tra i più temibili.

 

 

Antimo Pappadia

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Antimo Pappadia Direttore responsabile.

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