Qualcosa è andato storto

Ho più volte affermato, dalle pagine virtuali de L’intelligente, che se la politica si riducesse alla “cose fatte bene“, e alle “cose fatte male”, sarebbe di una noia mortale.

Per dire: è successo anche a politici molto amati, come Berlinguer, di commettere errori politici importanti; e il povero Fanfani, che ci ricordiamo per la battaglia persa un po’ ridicolmente contro il Divorzio, nel decennio precedente (anni ’60) aveva ideato iniziative politiche innovative e interessanti.

Certo, a partire dagli anni ’80 si è vertiginosamente abbassata l’ “onestà media”. E il Terzo Millennio ci sta regalando casi di incompetenza così evidenti da suscitare ilarità, e addirittura tenerezza, più che rabbia.

Ma ciò non cambia il dato di fondo. Nessun esponente politico le azzecca tutte.

E conseguentemente, nessun politico avrebbe potuto azzeccarle tutte, nell’impresa imprevista di fronteggiare il Covid-19.

Qui non troverete comunque un’analisi provvedimento-per-provvedimento, ma delle “ideologie” che hanno guidato, in questo periodo, il Governo e l’opinione pubblica favorevole all’azione governativa.

Prima di dedicarci a ciò, però, voglio preliminarmente affermare quanto debba essere considerato ingenuo ed improprio il raffronto con un ipotetico Governo Salvini, ovvero un governo virtuale, inesistente. Parole d’ordine: “Se ci fosse stato Salvini, sarebbe stato peggio!”.

Chi può dirlo? E ciò dovrebbe comunque risparmiare il Governo in carica dalle legittime proteste dell’opposizione e dei cittadini?

Neanche il raffronto con governi esistenti di altri Paesi d’Europa può essere un argomento accettabile, per limare le critiche dei Cittadini, che ne hanno facoltà sempre e comunque. E poi cosa dimostrerebbe? La validità dell’azione del nostro Governo, la mediocrità altrui, l’ingenua e patetica furberia dei politici in generale?

Non si confronta un fenomeno esistente (il Governo attuale) con un fenomeno inesistente! O quantomeno, non lo dovrebbe fare chi, professandosi “di Sinistra”, dovrebbe essere entrato in un qualche contatto con le teorie di Marx, che sono, per l’appunto, di stampo “materialistico” (“materialismo storico”), e non “idealistico”.

“A Sinistra” si dovrebbe sempre parlare della realtà, del presente, dello “stato presente” (e mai mettere a tacere la gente con argomenti ipotetici).

Così, come sempre senza remore, Pier Paolo Pasolini:

https://www.dailymotion.com/video/x2u3t3x .

 

Torniamo a noi.

1) Per quale motivo era stato deciso il lockdown? Per il nostro bene. E ci può stare, al netto di decisioni disfunzionali, o bizzarre, che non starei comunque né a ricostruire, né a demonizzare (come ho già detto).

2) Qual è il “premio” per averlo subito?  La “riapertura”, ed il ritorno alla normalità.

Se tutto fosse andato effettivamente così, il Governo non solo avrebbe potuto vantarsi di aver riportato il Paese alla normalità, ma avrebbe  di fatto “rivalutato” il periodo precedente di lockdown: “Vedete che era indispensabile?”. Settebello e Scopa!

 

Ma qualcosa è andato storto, ed in particolare:

  1. A) prima si è voluta trascurare la mancata estinzione dei contagi, che pure era stata prevista e promessa, in tutte le Regioni d’Italia, ad Aprile, Maggio, o Giugno:

https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/coronavirus_zero_contagi_fine_aprile_osservatorio_salute_ultime_notizie_20_aprile_2020-5181533.html; ma a chi poteva ormai interessare una modica sfasatura, quando la soluzione sembrava a portata di mano?

  1. B) Poi si sono sottovalutate le conseguenze della riapertura del Paese, ed in particolare il mix fra ritorno dei vacanzieri, Scuola, Lavoro e Trasporti.
  2. C) Infine, a fronte dell’evidenza attuale essendo troppo difficoltoso riprogrammare velocemente Scuola, Lavoro e Trasporti, si decidono “mosse” penalizzanti verso l’Industria del Tempo Libero e della Cultura, ovvero i settori dove la spontanea diffidenza dei clienti verso gli spazi chiusi e/o affollati, unita alla diligenza e alla dedizione dei lavoratori (che io personalmente ho potuto osservare), avrebbe spontaneamente portato a una fruizione magari scarsa, ma comunque sufficiente affinché Imprenditori e i Dipendenti del Tempo Libero e della Cultura potessero quantomeno sopravvivere,

Siamo pervenuti con ciò alla terza mossa ideologica. Riepilogando:

  • il lockdown era indispensabile;
  • l’avvenuta riapertura del Paese lo evidenzia ulteriormente;
  • tuttavia, se qualcosa non va per il verso giusto, c’è sempre il Governo a proteggerci e a ri-disciplinare il tutto.

 

Ma qualcosa è andato storto, dicevo.

E si sta diffondendo l’idea che il Governo abbia avuto a cuore solamente i dipendenti pubblici, che continuano ovviamente a prendere lo stipendio intero, in barba ad ogni idea di equità e di solidarietà, ed in barba ad una seria e veritiera analisi dell’efficienza lavorativa e dei meriti, settore per settore.

(Sono dipendenti pubblici anche la maggior parte dei Medici, Infermieri e Paramedici, che qualche forma di aumento se lo sarebbero meritato; non altri, che hanno di fatto lasciato sguarniti i servizi; e che hanno fruito aggiuntivamente di svariate riduzioni di spesa: carburante e usura dell’automobile, e/o abbonamenti ai mezzi pubblici; pasti, pur conservando i buoni-pasto; possibilità, grazie alla presenza personale, di risparmiare sui servizi di baby sitting, ecc..)

Certo, sono discorsi antipatici. Certo, non l’hanno voluto i dipendenti del Pubblico.

Il Governo, tuttavia. non ha voluto vedere, e il Sindacato non si è fatto avanti, in nome della Solidarietà. Ed anche i Pedagogisti avrebbero potuto prendere la palla al balzo, per fornire nuove idee ad un settore che non sembrava in splendida forma neanche “prima”; al punto che i Cittadini non hanno richiesto a gran voce che fosse perpetuata una fondamentale funzione educativa, ma si sono mossi in un sol grido accorato: “Ed ora che torniamo a lavorare, i figli dove li lasciamo?”.

Questa è evidentemente la Scuola, oramai, per gli Italiani.

Va da sé, comunque, che ipotetiche iniziative perequative avrebbero scontato una difficoltà essenziale: l’essere Governo e Sindacato essi stessi emanazione del Pubblico Impiego.

Sono dunque schiavi delle reazioni di chi dovrebbero governare!

 

Ma immaginiamo (io che sono una persona qualsiasi l’ho fatto in vecchi post di facebook) che le Scuole fossero ripartite il 02 Novembre.

Dare un’occhiata al resto d’Europa non è che avrebbe fatto male, invece che cantarsela e suonarsela col “modello italiano”, evitando correlativamente ogni forma cautelativa di ri-programmazione delle attività.

Immaginiamo inoltre che la Scuola si fosse articolata in turni, evitandoci la surreale diatriba sui banchi a rotelle.

Se così fosse stato, la “sinergia negativa” coi Trasporti e col Lavoro sarebbe stata altrettanto dirompente?

 

Magari, proprio per consentire la turnazione, si sarebbero potuti incaricare dei giovani laureati, aggiuntivi ai Professori, con qualche contratto “ad hoc”.

(In altri settori si lavora anche con Partita IVA; a Scuola, perché non? .)

Magari i Professori, che avevano blandamente lavorato per mesi, a beneficio di patetici simulacri “a distanza”, non si sarebbero sottratti all’impegno di fare 6 ore settimanali di lezioni frontali in più.

Magari, proprio per questa disponibilità, l’antipatico confronto fra Pubblico e Privato si sarebbe smussato.

Magari …

Ma poi, chi glielo va a dire ai Professori di lavorare 6 ore in più?

Cacciari probabilmente ci proverebbe, De Luca pure; Di Maio, Zingaretti e l’Azzolina, presumibilmente no.

E allora prendiamocela coi Bar e coi Ristoranti: c’est plus facile: non va ad irritare la base del consenso di Governo e Sindacati.

 

Comunque, qualcosa è andato storto.

E non voglio neanche toccare il tema delle manifestazioni anti-governative, attualmente tanto discusso.

L’impressione è quella di essere passati da “Settebello e Scopa” all’aver rovesciato una Peroni sgasata sul tavolo di gioco.

Prima delle 18,00, of corse

Gianfranco Domizi

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Antimo Pappadia Direttore responsabile.

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