Piccoli mondi di carta

Scrivo con la penna che ho ricevuto in regalo e ricordo della “Festa del Libro di Ostia”. Lascio che le parole fluiscano con leggerezza dopo avere letto “Piccoli mondi di carta” di Gianni Maritati,  (Masciulli Edizioni).

La prima sensazione è quella di trovarmi in compagnia del Piccolo Principe, che mi racconta i viaggi fatti sui pianetini che ha visitato. Ogni pianetino un interesse, una passione, un enigma da risolvere, e poi… progetti, proposte…

Per viaggiare non ha usato un aereo, ma uno strano veicolo nel cui motore stanno le parole e il carburante è la poesia. Le parole, rotelle di perfetti ingranaggi dove una è utile all’incastro dell’altra, per costruire frasi che alimentano la voglia di meglio conoscere, di più sapere. Ogni pianetino dunque, una scoperta, una piacevole sensazione di apertura del pensiero, uno Stargate che si apre su un mondo da esplorare.

Perché il Piccolo principe mi porta sul pianetino delle Azioni E Prefazioni? Perché sa che ogni articolo racconta un mondo dal quale posso imparare, sul quale posso meditare e infine può aiutarmi a crescere: Il pane che nutre, che soddisfa la fame di conoscenza dell’altrui pensiero e ciascun intervento, diverso dall’altro, così come è il testo “criticato” eppure simile, perché in odore di Armonia.

Ma ho amato il pianetino delle Proposte Indecenti. Lo immagino come una grande focaccia con gocce di cioccolato, uvetta e granella di zucchero, indigesta a chi si ciba di parole “Contro” ma che possono nutrire

chi, invece, ha cuore e mente aperta, con riflessioni da leggere e rileggere ancora.

E come dimenticare il pianetino del Leggere Che Passione! Ancora una volta chiedo alla dolcezza della pasticceria una metafora, immaginandolo come una nuvola di zucchero filato evanescente ed impalpabile, che cresce mentre lo mangi e poi velocemente si consuma lasciando in mano la bacchetta su cui era avvolto. La bacchetta che diventa una parola, magari una sola, ma che si fa ricordare tutta la vita.

Il pianetino Poesia prende per Gianni /Piccolo Principe, la forma di una … bussola, di un faro , di una stella polare.

Senza questi punti di riferimento è inutile andare a cercare altri pianetini. I poeti che lo abitano sono diversi e simili, uniti da un fil rouge che diventa filo di Arianna per tentare di uscire dal labirinto della brutta letteratura, della ancora più brutta poesia, che non sono né letteratura, né poesia.

Ho amato il pianetino in cui vive la Storia, in cui è continuo e pressante l’invito ad amare e proteggere il borgo, il piccolo e grande Paese, il territorio su cui ogni albero, ogni animale cresce, ed ogni specchio d’acqua in cui vive la vita brulicante del mondo sottomarino.

Mi conduce infine, Gianni Maritati, piccolo principe, su un pianetino surreale che tanto insegna alla realtà. Mi circondano immagini, coriandoli, stelle filanti, si muovono intorno a me, si rincorrono, mi avvolgono e mi trasportano nel fantastico mondo della fantasia. Un mondo da tutelare, da preservare, sostenere, da consigliare, come si consiglia la medicina della buona salute.

Nadia Farina

 

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