Il peso dell’anima

L’anima si sceglie il proprio compagno

Poi chiude la porta

così che la maggioranza divina

non possa più turbarla



Impassibile vede i cocchi che si fermano

laggiù al cancello

Impassibile vede un Re inginocchiarsi

alla sua soglia



Io so che tra tantissimi

L’anima ne scelse uno

Per poi sigillare come fossero pietra

le valve della sua attenzione.

 

Solo una poetessa straordinaria come Emily Dickinson poteva cogliere nella poesia “ L’anima si sceglie il proprio compagno” in modo così forte, volitivo, ma nello stesso tempo delicato il concetto platonico di anima gemella e farcene dono.

Nel Simposio Platone si rifà al mito greco degli androgeni, esseri dalle quattro gambe, quattro braccia e due teste. Esseri umani ermafroditi che divennero insolenti verso gli dei e per questo furono puniti:

«Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi»

Da quel giorno ogni essere umano cerca la sua metà per ricomporre il suo uno.

 

“Ne devono accadere di cose perché due persone entrino in contatto tra di loro”.

Così si esprime Sean Penn, il protagonista del film del 2003,“ 21 grammi- il peso dell’anima”, del regista Alejandro Gonzales Iñárritu .

Nel film la storia di tre persone, Paul, Jack e Cristina , si incrociano quando Jack, in un incidente stradale con omissione di soccorso, uccide il marito e le figlie di Cristina. Il cuore di Michael viene donato a Paul che dopo il trapianto inizia il suo percorso di guarigione e vuole conoscere chi gli ha donato questa possibilità. Incontra quindi Cristina , ma la donna è devastata dal dolore e fa uso di droga. I due maturano un progetto di vendetta che li porterà sulle tracce di Jack per ucciderlo. Il destino deciderà diversamente.

Il titolo del film fa riferimento al peso che, secondo un esperimento del 1907 del dottor Duncan MacDougall, viene perso da ciascun individuo al momento del trapasso. Da qui la deduzione che l’anima pesa 21 grammi.

Quindi l’anima si libererebbe dal corpo e chissà con quale destino!

Filosofi e teologi hanno disquisito a lungo sull’argomento ma in verità nessuno aveva mai accennato al suo peso!

L’anima per Platone è trascendente e divina , prigioniera perpetua del corpo, poiché egli credeva nella metempsicosi, cioè nella trasmigrazione infinita delle anime.

Altre religioni la destinano a più ameni orizzonti di luce o a buie regioni di tenebre. Tuttavia di Anima se n’è parlato in passato e se ne parla tutt’oggi.

Poeti e cantautori ne cantano la natura nei loro versi , regalandoci suggestioni a cui ci aggrappiamo grati.

Nel film 21 Grammi, il nostro Paul, quando incontra Cristina, le recita una poesia di Eugenio Montejo, il poeta più rappresentativo del Venezuela e una delle voci più alte della poesia ispanoamericana del secondo Novecento. Considerato il cantore della “luce del Tropico”. Colui che ha cantato nei suoi versi il rapporto dell’uomo con la natura e della natura con l’eternità.

La notorietà internazionale la raggiunse con la lettura dei suoi versi fatta dall’attore Sean Penn nei panni di Paul.

Eccoli:

 

La Terra girò per renderci più vicini,

girò sul suo asse e su di noi

finché finalmente

ci ricongiunse in questo sogno.

 

Lascia che ti ami fino a quando girerà la terra

e gli astri inchinino i loro crani azzurri

sulla rosa dei venti.

 

 

Galleggiando, a bordo di questo giorno

nel quale per caso, per un istante,

ci siamo destati così vicini.



Ho potuto vivere in un altro regno, in un altro mondo,

a molte leghe dalle tue mani, dal tuo sorriso,

su un pianeta remoto, irraggiungibile.



Sono potuto nascere secoli fa

quando non esistevi in nulla

e nelle mie ansie di orizzonte

potevo indovinarti in sogni di futuro,

ma le mie ossa a quest’ora

non sarebbero che alberi o pietre.



Non è stato ieri né domani, in un altro tempo,

in un altro spazio,

né giammai accadrà

quantunque l’eternità lanci i suoi dadi

a favore della mia fortuna.



Lascia che ti ami fino a quando la terra

graviterà al ritmo dei suoi astri

e ad ogni istante ci stupisca

questo fragile miracolo di esser vivi.

Non abbandonarmi fino a quando essa non si fermerà.

 

La poesia merita di essere riportata nella sua interezza perché vi aleggia, col suo lieve peso, il sublime .

 

 

Anna Bruna Gigliotti

 

 

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