Quanta “politica” può esserci in un post?

“Ogni ideologia, anche la più nobile, diventa deleteria ogni qualvolta si attribuisce a quest’ultima un’importanza maggiore rispetto al valore intrinseco di qualunque individuo.”

Questa frase si trova a pag. 34 del mio volume “Aforismi e citazioni” (MEF edizioni, 2012), e rappresenta il nucleo intorno al quale anch’io personalmente provo a compiere un’impopolare sensibilizzazione culturale contro i fanatismi, gli estremismi, le strumentalizzazioni e la retorica.

In un mondo in cui tutti hanno la certezza di stare dalla parte della ragione, dove gli slogan hanno preso il posto dei contenuti intellettuali, le bandiere hanno sostituito le ideologie e le idee sono state anteposte alle persone, proporre una lettura critica e articolata di un dato oggettivo somiglia più a una battaglia donchisciottesca piuttosto che a un approfondimento culturale.

Il nostro collaboratore Alessandro Porcelluzzi, invece, stavolta ha deciso di “entrare a gamba tesa”; e grazie al suo Post di Facebook (che è oramai, insieme alla TV, il principale ricettacolo di ideologismi e retoriche), invece di chiederci come funziona la Politica e l’Idelogia, quando sbarcano sui Social, ce ne regala una rappresentazione “in diretta”.

 

Alessandro pubblica il suo Post “politico” (uno dei tanti. non è nuovo all’impresa!), che è anche un “esercizio di stile” (taglienti le parole usate), suscitando un dibattito, visibile, visibile, se lo desiderate, sul suo Diario di Facebook …

… e tutto ciò, come suol dirsi, diventa “emblematico”.

Stavolta, invece di osservare i Social, e teorizzare sulle tendenze dell’opinione pubblica, esaminiamo un caso concreto, prodotto da Alessandro stesso fuori da lintelligente, ma in qualche modo anche per lintelligente (oltre che per i suoi amici reali e virtuali, e per i suoi personali lettori).

 

Antimo Pappadia

 

 

IL POST

Abbatti le statue, cancella la parola nero, aggredisci il maschio bianco. Oramai siamo ridotti a questo, alla pattumiera della storia e del dibattito politico.

Per cui è ora di cambiare atteggiamento. Basta dialogare con questi energumeni. Io rivendico tutto del Paese, del continente e della parte di mondo in cui per caso sono nato.

Rivendico tutto, anche gli errori e gli orrori. Rivendico ogni singola statua, ogni singolo monumento. Perché solo questa parte di mondo, vi sfido a confutarmi, è stata capace di autoriflessione, di autocritica.

Gli stessi strumenti teorici che oggi agitate come spranghe contro la nostra civiltà (presente e passata) sono nati qui. Se riuscite a esprimere la vostra rabbia iconoclasta con qualche cosa di diverso da suoni gutturali (ba-ba come tutti i barbari), sembrando persino mediamente intelligenti, lo dovete ai nostri filosofi, alle nostre scuole, alle nostre università, ai nostri Stati laici.

Non è un caso, per nulla, che l’Occidente che voi odiate sia ancora il rifugio dei perseguitati da dittature e teocrazie di ogni continente.

È vero, siamo stati colonialisti e imperialisti, ma è solo qui che quei sistemi di dominio hanno trovato critiche, revisioni, dibattito. Il patriarcato che usate come arma di vittimizzazione e colpevolizzazione per ammazzare il sistema in cui siete cresciuti solo in questa parte di mondo ha conosciuto crepe.

 

Per non parlare, perché nulla ne sapete, della critica ai rapporti sociali, a quelli che un tempo si chiamavano rapporti di produzione, alle questioni di classe.

Occorre rivendicare tutto. E io rivendico tutto: essere Italiano, Europeo, Occidentale. Rivendico tutto, errori compresi, e in ogni caso nessun rimorso.

 

Alessandro Porcelluzzi

 

 

SO’ PAZZO PUR IO …                            *

 

Caro Alessandro, ti sento impaziente

anch’io lo divento anche senza ascoltarti,

s’è fatta ‘na certa però da ‘ste parti, **

ed anche al tramonto c’è un caldo fetente.

E poi son passati quegli anni furenti

in cui si tiravano calci nei denti.

M’ha detto il dottore: “Il tempo è già afoso,

se t’agiti ancora, ti metto a riposo”.

 

Ma no, non è vero, la mia dottoressa

è pure carina avrà circa trent’anni,

ripara gentile qualcuno dei danni

col dolce sorriso di chi s’interessa.

Però non m’aspetto e lo dico davvero

che stare a parlare riapra un sentiero,

c’è qui la peggiore Sinistra di sempre

ed io già l’esclusi di esserne membro.

 

Rileggo il tuo scritto, c’è molto di vero,

però ancora stento a rimetterci il cuore,

mi viene soltanto un’idea forse fessa:

so’ pazzo pur io … m’avvio col tortore.    ***

 

Gianfranco Domizi

 

*        https://www.youtube.com/watch?v=LshNsazbd6A

**      https://wikidonca.it/dizionario/S’%C3%A8_fatta_na_certa

***    http://www.treccani.it/vocabolario/tortore/

 

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