L’autostrada Cispadana è un’opera anacronistica.

Ha fatto molto discutere l’articolo di oggi 28/03/20, pubblicato sul quotidiano “La Gazzetta di Reggio” in cui vengono spiegate  alcune proposte avanzate dalla Conferenza delle Regioni. A creare particolare scompiglio è stato Simone Silvestri, coordinatore PD dell’aerea nord quando ha chiesto di procedere immediatamente alla realizzazione dell’autostrada Cispadana. “Lo sblocco dei cantieri è ancora più necessario in questo momento” avrebbe detto il coordinatore secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Reggio.

Il coordinamento cispadano NO autostrada –Sì strada a scorrimento- veloce, non ci sta e spiega le sue ragioni attraverso una lettera inviata proprio al quotidiano più letto a Reggio Emilia nella speranza di veder pubblicato al più presto il loro punto di vista che è diametralmente opposto. Nel frattempo Stefano Lugli, Segretario regionale Rifondazione Comunista e consigliere comunale a Finale Emilia sottolinea il paradosso secondo cui da un lato, Bonaccini parlerebbe della messa in sicurezza del territorio, della digitalizzazione e della mobilità sostenibile , dall’altra, il Pd dell’Area Nord, insiste sull’autostrada, riproponendo un progetto obsoleto, economicamente dispendioso e ad alto impatto ambientale.

L’idea della Cispadana autostradale risale al 2006 -continua Lugli- e nel 2020 non è possibile continuare ad offrire ricette vecchie e sbagliate ad una società profondamente mutata. La rivoluzione di internet, complice anche la pandemia, porterà ad avere sempre più bisogno di autostrade digitali non di arterie autostradali. Ciò di cui c’è vera necessità nella bassa modenese e l’alto ferrarese, non è la realizzazione dell’autostrada, ma una strada a scorrimento veloce che non solo andrebbe a collegarsi con tratti della Cispadana già realizzati, ma comporterebbe anche un enorme risparmio di denaro e ridurrebbe notevolmente l’impatto ambientale in uno dei territori più inquinati d’Eruropa.

Infine, conclude il Segretario regionale Rifondazione Comunista, se non impariamo nulla da questo tragico momento storico legato alla pandemia, allora vuol dire veramente che il nostro futuro e quello dei nostri figli è  a rischio.

 

Antimo Pappadia

 

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