State a casa

In un momento di così grande tragedia sociale, mescolata a tanta incoscienza, giovanile e non, dove sembra che ancora non sia valutata da parte di alcuni la gravità di questo male, i giovani soprattutto, quelli che tanto amo, si riuniscono, non ascoltano le direttive, le avvertenze; ammassati gli uni sugli altri, li ho visti e sentiti ieri in una trasmissione., “Tanto noi anche se ci ammaliamo guariamo presto” Parole che indicano il fallimento di una generazione che non è stata capace di insegnare valori ormai credo, irrecuperabili, anche se spero con tutta l’anima che così non sia. E intanto i notiziari continuano a raccontare i contagiati, gli infetti con sintomi, i guariti, i decessi.

I decessi… tanti, troppi, in un pugno di giorni. Decessi per lo più di persone anziane, che se ne “vanno” insalutati ospiti del mondo, nel silenzio assordante del vuoto delle chiese, nell’assenza di persone che li hanno amati e che hanno amato. Decessi, non li definiscono più neanche morti, come se la parola decesso facesse meno paura.

Sempre gli stessi notiziari continuano a ripetere agli anziani, ai vecchi:- State a casa! Credevo fosse per salvaguardarne la salute indipendentemente da ogni cosa, invece, siamo sinceri e lo è stato ieri un medico di chiara fama in una trasmissione televisiva, quello :- State a casa! Era una raccomandazione tesa a non far trovare i medici di fronte ad un tragico dilemma. Dover scegliere chi curare in caso di insufficiente ricezione di terapia ospedaliera, tra un giovane di venticinque anni e una persona ultrasettantenne. Perché potrebbe accader, che i medici si trovino a dovere inevitabilmente scegliere tra la vita di uno e la vita dell’altro. Perché di vita si tratta, una ancora da vivere, un’altra che ha già compiuto un lungo percorso.

Al pari di un medico che in caso di parto difficile deve scegliere se salvare la mamma o il bambino. Non vorrei essere quel medico, non vorrei mai trovarmi di fronte al tragico dilemma. Un medico oltre ad essere un uomo, ad avere dei figli e dei genitori, deve comunque mantenere fede al Giuramento prestato all’inizio della sua professione. E allora, TUTTI, finché è possibile, state a casa, non uscite se non per necessità indispensabili, improrogabili. Non uscite! per amore e solo per amore. Dimostriamo di essere una società non, responsabile, parola usata e abusata, ma Attenta e Premurosa verso quegli anziani che vengono però coinvolti nella pubblicità che usa ed abusa della parola nonna, quando si vuole garantire genuinità- I rimedi della nonna, il quaderno della nonna, la cucina della nonna, i consigli della nonna, gli insegnamenti del nonno…

Si ricorre ai nonni, salvo poi alcune volte, ad abbandonarli in mani estranee o addirittura in solitudine.

Oggi una nonna invita i giovani ad essere coscienti ed amorevoli:

  • State a casa!

Nadia Farina

 

(Nella  foto ” Albero genealogico subliminale”  -Opera di Nadia Farina-)

 

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Antimo Pappadia Direttore responsabile.

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