Irena Stanislawska Sendler

Irena Stanislawska Sendler, da nubile Irene Krzyzanowska, è stata un’eroina della Seconda guerra Mondiale rimasta pressoché nell’anonimato fino al 1999 quando un gruppo di studenti americani ha reso nota la sua incredibile storia.

Nel 1939, durante la Seconda Guerra Mondiale, Irena lavorava come infermiera e assistente sociale a Varsavia e fu incaricata di monitorare il livello sanitario del tristemente noto Ghetto della capitale polacca. Resasi conto che le centinaia di migliaia di ebrei ammassate in quel ghetto non sarebbero mai sopravvissute alla follia nazista, decise di salvare il maggior numero possibile di bambini e lo fece nel modo più incredibile. A volte li metteva nei sacchetti insieme al pattume, altre, nelle casse da morto accanto ai deceduti e così facendo riusciva a portarli fuori da quell’inferno. Importante si rivelò anche l’aiuto di un cane che portava con sé. Il migliore amico dell’uomo (in questo caso potremmo dire dei bambini),  addestrato ad abbaiare ai soldati tedeschi,  risultò più volte provvidenziale anche a coprire  il pianto dei poveri neonati rinchiusi nei sacchetti della spazzatura.

Irena però, un giorno fu scoperta e catturata dalla Geheime Staatspolizei, la Polizia segreta della Germania nazista (Gestapo) e venne crudelmente torturata. Le spezzarono gambe e braccia, ma lei tenne duro e non rivelò nessun nome dei bambini che aveva salvato. Così fu condannata a morte, ma la resistenza polacca riuscì a corrompere il plotone di esecuzione e pertanto fu portata in salvo e restituita alla vita con una nuova identità.

I bambini salvati furono 2500 (DUEMILAECINQUECENTO). Noi vogliamo ricordare Irena non solo per il suo eroismo, ma anche per il l’importante messaggio d’amore che si cela dietro le sue bellissime parole qui di seguito riportate.

Ogni bambino salvato col mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra e non un titolo di gloria. Ogni giorno è fatto per amare e l’amore trattenuto muore. Il mio amore è una goccia nel mare e laddove non c’è acqua la goccia è benvenuta. Noi siamo miliardi di gocce, uniamoci, insieme saremo mare. (Irena Stanislawska Sendler)

 

Antimo Pappadia

 

 

 

 

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