Che fine ha fatto la casalinga di Voghera?

I lettori che hanno meno di 40 anni potrebbero pensare a una scomparsa, di quelle indagate da “Chi l’ha visto?” o “Quarto Grado”. Nulla di tutto ciò. La signora in questione non esiste, e non è mai esistita, se non come:

  1. “idealtipo”; b) oggetto di dibattito culturale …

… un dibattito, per l’esattezza, sul linguaggio dei programmi e degli ospiti televisivi, che dovrebbe risultare accessibile anche a persone di non-alta cultura, ovvero, per l’appunto, alla “casalinga di Voghera”.

L’ “idealtipo” non evidenzia peraltro solamente un breve o medio percorso di studi, e non è neanche “sessista” (il barista di Rieti sarebbe andato parimenti bene). Di esso fa parte anche il classico “buon senso” del ceto medio. Queste quantomeno le intenzioni dell’inventore dell’espressione idiomatica, lo scrittore Alberto Arbasino (di Voghera!), e di colui che la rilanciò nel dibattito culturale di metà degli anni ’80, il giornalista Beniamino Placido:

https://www.intertwine.it/it/read/8eOCJU3/Chi–la-casalinga-di-Voghera .

Peraltro, svanite le fumisterie della Prima Repubblica (oggi il politico “insegue” il popolo sul piano della trivialità e della semplificazione), e ristrette le ambizioni culturali della TV ad appositi programmi “seri”, tipo Quark, o Report, verrebbe da chiedersi se la “casalinga di Voghera” abbia ancora qualcosa da insegnarci.

Corrosiva, in proposito, l’opinione del critico televisivo Aldo Grasso, che evidenzia come non sia più una figura da vezzeggiare e proteggere, ma, viceversa, la nostra tiranna, nelle vesti d’una mediocrità imperante:

https://www.corriere.it/padiglione-italia-grasso/19_ottobre_19/informatico-casalinga-voghera-3ecd2f80-f2a2-11e9-a8b5-b5f95b99eb6a.shtml .

Passando al mondo dei Social, le comunicazioni a base di cappuccini, animaletti e stelline, le poesie altrui condivise accostate ad incongrue ed improbabili seduzioni fotografiche, le indignazioni politico-culturali su fatti mai seriamente conosciuti e analizzati svelano la definitiva mutazione della “casalinga di Voghera” in personaggio “pretenzioso”, in quanto pretende attenzioni, ben aldilà dell’effettivo appeal culturale.

Ma un sostenitore, un follower, un fan, non si nega a nessuno, e la produzione di messaggi trova comunque il suo mercato. Il cerchio si chiude infine, quando a forza di condivisioni, troveremo noi stessi nuovi sostenitori, follower, fan.

La “casalinga di Voghera”, signori miei, non è più quella di una volta! … ed ognuno di noi, in qualche misura, è in procinto di diventarlo.

 

Gianfranco Domizi

 

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