Stati nascenti e movimenti collettivi

Francesco Alberoni è sicuramente tra i sociologi italiani più noti degli ultimi cinquant’anni. Il suo contributo in merito ai movimenti collettivi e sull’amore sono riconosciuti a livello planetario. Secondo il professore, uno stato nascente di un movimento collettivo, così come l’inizio di un innamoramento tra due singoli individui, nasce sotto la spinta di un desiderio di cambiamento. Una crisi individuale può favorire l’innamoramento (per dirla alla Alberoni spinge verso un movimento collettivo a due), così come una decadenza sociale può generare la nascita di un movimento culturale e/o ideologico.

Alberoni asserisce che è veramente difficile innamorarsi quando si è, seppur parzialmente, contenti di ciò che si è e di ciò che si ha, ed è altrettanto improbabile che in una società in cui regnano uguaglianza e giustizia sociale si possa generare una stato nascente irrompente.

Tuttavia, ogni movimento collettivo dopo una fase liquida caratterizzata da un fuoco prorompente, comincia a istituzionalizzarsi.

Al momento della nascita, che sia un amore, un partito politico o un movimento culturale, esso fonda i suoi principi sull’etica, sul desiderio di cambiamento e scommette sulla possibilità di ottenere un mondo migliore; il fuoco contagioso dell’entusiasmo a volte, però, fa perdere di vista l’obiettività e le aspettative, eccessive o infondate, possono dare l’illusione che ogni cosa sia possibile, incluse quelle oggettivamente irrealizzabili.

Nella fase iniziale di questo contesto non esistono regole e non ci sono obblighi da parte di nessuno: ogni idea, iniziativa o progetto, viene abbracciata con ardore, le gerarchie non sono definite e tutti hanno il diritto di parola. Tuttavia, questa fase, man mano che passa il tempo, muta e lo stato nascente comincia un processo di istituzionalizzazione, e lo fa attraverso cambiamenti evidenti. Nascono le prime direttive, compaiono i doveri, sorge la necessità di rinforzare gli argini delle conquiste ideologiche e materiali che si sono realizzate fino a quel momento e perfino il diritto di parola viene circoscritto a figure rappresentative e non più a chiunque desideri dire la propria opinione.

Il movimento collettivo, che sia rappresentato da masse o da una singola la coppia amorosa, secondo Francesco Alberoni, per riuscire nell’intento di trasformare lo stato nascente in istituzione riconosciuta, deve rispettare diversi criteri e alcuni passaggi, tra cui i tempi. Periodi troppo brevi di una singola fase, irrigidimenti improvvisi su alcuni ideali, la necessità di imbavagliare grossolanamente il ramo ideologico più ortodosso di un movimento, possono creare un malcontento tale da generare una vera e propria implosione, infrangendo così il sogno di far nascere il frutto da quel fiore di cui ci si è presi cura dando completamente se stessi. Mi sembra quasi superfluo dover aggiungere che tale processo non vuol dire rinnegare i principi costituenti di movimento collettivo, perché in tal caso l’implosione sarebbe scontata e irreversibile, ma significa voler dare gradualmente un’identità chiara fondata su principi riconosciuti.

Naturalmente, la teoria degli stati nascenti di un grande sociologo come Francesco Alberoni non può essere compendiata in una paginetta di un giornale on line, tuttavia sono certo che, se la collettività conoscesse un po’ meglio le dinamiche sociologiche degli stati nascenti, sia le correnti ideologiche, sia le  dinamiche amorose, potrebbe avere uno spunto di riflessione in più e qualche probabilità di fallimento in meno.

 

Antimo Pappadia

 

 

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