Pausa d’amore

L’estate volge ormai al termine e le vacanze sono già un ricordo…

La maggior parte delle coppie ha trascorso le ferie estive cuore a cuore, condividendo, in linea di massima, momenti e gesti quotidiani; cosa che può aver consolidato la relazione, confermando i reciproci sentimenti, oppure procurato stanchezza e noia, mettendoli in discussione. Ecco allora che, di pari passo con l’autunno, può arrivare per la coppia il momento “pausa di riflessone”! In amore la pausa di riflessione è una pratica piuttosto diffusa. Può essere un momento per prendere una boccata d’aria, in un rapporto percepito asfissiante, o in quelle relazioni in cui si sta non abbastanza bene insieme ma nemmeno troppo male da lasciarsi, e si stagna in una specie di limbo. A volte accade che i partner, nel tempo, realizzino una specie di fusione, identificandosi l’uno nell’altro, fino ad arrivare inconsapevolmente a smarrire la propria individualità, avvertendo a un certo punto il bisogno di svincolarsi per potersi ritrovare.  Nelle giovani coppie le difficoltà possono presentarsi nel passaggio dall’idealizzazione tipica della fase dell’innamoramento, alla fase dell’amore, quando ci si confronta con la realtà quotidiana e quindi anche con i limiti e i difetti dell’altro. Anche nelle relazioni molto lunghe, iniziate in giovane età, in cui è mancato il tempo di scoprire e sperimentare, può insorgere il bisogno di una separazione temporanea, per permettersi di esplorare il mondo senza il rischio di perdere il proprio porto sicuro.

Esistono poi situazioni in cui risulta difficile chiudere una relazione, per paura di stare da soli o di far soffrire l’altro, e una pausa di riflessione può rappresentare un cauto tentativo di abituarsi gradualmente al distacco.  Altre volte l’entrata in scena di una terza persona che suscita attrazione in uno dei partner, può suggerire l’opportunità di prendere del tempo per valutare accuratamente l’importanza di quell’interesse.

Ma mettere in pausa l’amore può davvero essere utile? La pausa di riflessione è una strategia per scappare da una relazione o un tentativo di salvare l’amore?

Sicuramente è possibile rendere questo momento costruttivo, utilizzandolo per crescere e dare nuova linfa all’amore. Può aiutare a ridimensionare le negatività esterne e rigenerare le energie, magari depauperate da una serie di problemi, poiché spesso la routine quotidiana spinge a mettere in atto comportamenti ripetitivi ed alienanti che finiscono per indebolire la relazione e affievolire i sentimenti.  Il presupposto fondamentale, in questo caso, è che si tratti di una decisione condivisa e concordata in ogni suo aspetto e modalità, come la durata, le eventuali limitazione di contatto, la libertà o meno di frequentare nel frattempo altre persone.     Durante la pausa di riflessione non si smette di essere una coppia, per cui è necessario essere onesti e leali, oltre che con se stessi, anche con l’altro. Necessitano regole chiare e definite che permettano un reale distacco temporaneo, in vista di un chiarimento successivo, senza determinare un drastico allontanamento o un’interruzione della comunicazione. In questo modo diventa uno strumento per interrogarsi, ristabilire un contatto con se stessi e la propria interiorità, riflettere su risorse e limiti del rapporto, mettere a fuoco punti forti e punti deboli, per poi giungere al confronto, raccontandosi dell’esperienza di distacco, condividendo pensieri, emozioni e consapevolezze raggiunte, per arrivare insieme a comprendere se è opportuno lasciarsi o restare insieme. Se si usa davvero per riflettere su se stessi e sulla relazione, sulle criticità, su come poterle risolvere, la pausa si rivela utile, funzionale, persino vantaggiosa.

In alcuni casi l’idea di una pausa dalla relazione può generare un senso di sollievo, ma più spesso il senso di abbandono, la rabbia, la gelosia, prendono il sopravvento. Se non si riesce a rimanere, pur essendo distanti, vicini nel cuore e nella mente, la paura di perdere l’altro, l’angoscia della distanza, il timore del tradimento, finiscono con il sopraffare.  La pausa di riflessione può assumere l’aspetto di un autoinganno che attraverso l’illusione del ripensamento riduce o vanifica le reali possibilità di superamento della crisi, preparando piuttosto la strada alla rottura definitiva. Accade quando si tratta unicamente di un escamotage per trascorrere del tempo in libertà, senza alcuna intenzione reale di riflettere sulla relazione o sui sentimenti, già probabilmente compromessi. Allo scadere della pausa, in questo caso, ci si ritroverà allo stesso punto di partenza, con addirittura la possibilità di esasperare le criticità che ne sono state all’origine.

Gli individui che si scelgono e si uniscono per dare vita alla coppia, devono sicuramente, per poter restare insieme, impegnarsi nella ricerca di un proprio equilibrio, ma devono fare attenzione a non cadere nella staticità e nella rigidità dei ruoli. L’equilibrio deve essere dinamico, creativo, fondarsi sul reciproco appagamento e soprattutto prevedere una grande flessibilità, nei ruoli e nelle funzioni, poiché ciascuno è in continuo divenire, e ciò che andava bene fino a ieri può, a un tratto, richiedere di essere modificato.  In questo senso la pausa di riflessione si colloca, nel percorso di coppia, come espressione di un’esigenza di cambiamento, come momento per rivalutare ruoli e meccanismi relazionali diventati disfunzionali, e poterli correggere attraverso la ricerca di soluzioni nuove e creative.

 

Nunzia Manzo

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